Testata La Verità
Titolo Il gradino successivo alle partite Iva è la famiglia «15% sotto 50.000 euro»
Il vicepremier lumbard: «Puntiamo a estenderla ai lavoratori dipendenti». È tutta aperta la partita dei bonus fiscali da ridurre Ma come sarebbe la proposta leghista di flat tax? Un cenno l' ha offerto ieri sera Matteo Salvini, ospite di Nicola Porro a Quarta Repubblica, evocando un intervento costruito sul reddito familiare: «La stiamo studiando fino a un reddito familiare di 50.000 euro. Se sei sotto una certa soglia, paghi il 15%, uguale per tutti. Vogliamo estenderla ora ai lavoratori dipendenti, dopo averla fatta per le partite Iva. Ma è una cosa che si può fare per gradi». Salvini ha proposto di sperimentare la versione relativa al reddito familiare già dall' anno prossimo. E ha concluso con una battuta agrodolce (più agra che dolce) sul reddito di cittadinanza grillino: «È una scommessa, vedremo se aiuterà davvero a trovare lavoro o se incentiverà a restare lì in attesa di qualcosa: saranno i fatti a dirlo».Meno di 40 giorni fa, era stato Armando Siri, il sottosegretario alle Infrastrutture, intervistato dal Sole 24 Ore, a dare qualche dettaglio in più, ribadendo che l' aliquota del 15 non si applicherebbe in prima battuta a tutti i contribuenti: «La tassa piatta al 15% varrà per le famiglie con redditi fino a 50.000 euro. L' idea, infatti, è quella di creare un sistema fiscale nuovo e parallelo rispetto a quello in vigore introducendo, e qui è la vera rivoluzione, una novità: non sarà più il singolo contribuente a essere soggetto d' imposta, ma l' intero nucleo familiare. Per loro non ci saranno più detrazioni, deduzioni e bonus del vecchio sistema che saranno assorbite in deduzioni fisse semplificando radicalmente il sistema». Quindi un sistema opzionale. Richiesto di fare un esempio, Siri aveva aggiunto: «In una famiglia monoreddito di quattro persone con reddito di 33.000 euro, si applicherebbe una deduzione solo per il secondo figlio di 1.200 euro. Il risparmio per loro sarebbe di 1.500 euro. Mentre marito, moglie e un figlio con un reddito di 18.000 euro, risparmierebbero il 30% di tasse. Insomma il valore delle deduzioni sarà inversamente proporzionale al reddito».In realtà, lo schema classico di flat tax significherebbe applicare al reddito di ciascun contribuente - persone fisiche o imprese - un' aliquota d' imposta unica (e ovviamente bassa), indipendentemente dal livello di reddito e dalla fonte di quest' ultimo. Insomma, un sistema ricco di vantaggi: un approccio pro crescita e non distorsivo; equo e imparziale, poiché non discrimina né per livello né per fonte di reddito, né sulla base delle scelte di spesa individuali. E in più, non prevedendo agevolazioni fiscali, non favorisce gruppi di persone o settori economici rispetto ad altri.Un vantaggio ulteriore è la sua semplicità, con un doppio effetto positivo: da un lato l' efficienza del sistema, e dall' altro l' incentivo alla compliance (o, se si vuole, un disincentivo potente all' evasione). Semmai, proprio i sistemi complicati come quello italiano attuale, creando incertezza e oneri eccessivi, inducono alla non emersione dell' imponibile, e quindi a effetti di evasione. Non è neppure vero che la flat tax sia in contrasto con il principio costituzionale di progressività: un effetto di progressività si può ottenere anche con una no tax area e una deduzione personale uguale per tutti i contribuenti.E non è vero che la flat tax favorisca i ricchi, o solo loro: semmai, favorisce tutti quelli che crescono. Mentre è l' attuale sistema, penalizzando la nuova creazione di reddito, a punire chiunque stia migliorando la propria posizione, di fatto incentivandolo a non produrre nuovo reddito o a occultarlo. Infine, è falso che determini perdite di gettito: nella maggioranza dei casi in cui la flat tax è stata introdotta, ha sia favorito l' emersione di nuovo imponibile sia attratto investimenti esteri. D. Cap.