Testata Gazzetta del Sud (ed. Reggio Calabria)
Titolo Psichiatria, s' insediano i tavoli tecnici ma permane lo stato di agitazioneRubinetti a secco da venerdì a Diminniti e Sambatello
Gli operatori: «Nonostante ci sia un decreto a chiaro non è stato ancora formalizzato l' impegno di spesa. Siamo pronti di nuovo a manifestare» Eleonora Delfino I tavoli tecnici sono insediati e questa è l' unica buona notizia. Lo stato di agitazione degli operatori delle strutture psichiatriche permane. L' incontro di ieri con i vertici dell' Asp, ha deluso le aspettative rispetto ai percorsi che devono portare all' accreditamento, allo sblocco dei ricoveri fermi da tre anni e alla regolarizzazione dei pagamenti, gli ultimi risalgono al mese di dicembre. Le rassicurazioni sull' impegno di spesa non hanno trovato riscontri concreti. «Nonostante ci sia un decreto sottoscritto dall' allora commissario Massimo Scura, ancora si attende il disco verde del generale Cotticelli. Ci hanno detto che entro mercoledì dovrebbe essere formalizzato» dicono con amarezza i rappresentanti del Coolap il coordinamento dei circa 100 operatori del settore e del sindacato Usb. Tante volte hanno ascoltato promesse e rassicurazioni. «Si sono insediati due tavoli tecnici; uno che dovrà valutare l' appropriattezza dei ricoveri e l' altro invece si occuperà delle parti sociali. Ma non hanno coinvolto ne noi, ne i direttori delle strutture, praticamente restano fuori le persone che si occupano del servizio». Non solo nell' incontro pare che la commissione straordinaria dell' Asp abbia messo l' accento su alcune mancanze delle strutture. Entro giugno dovranno essere sanati tutti gli aspetti che vanno tanto dalla formazione del personale, alle caratteristiche strutturali delle sedi in cui vengono garantiti i servizi e ospitati i pazienti. Le cooperative hanno due mesi di tempo per garantire tutti i requisiti minimi. Passaggio indispensabile per l' accreditamento da così tanto tempo invocato. «Ma se ne accorgono adesso? Chi doveva verificare? Chi doveva disporre i controlli? La Regione e il rappresentante sanitario dell' Azienda sanitaria provinciale che opera all' interno delle strutture perché non si sono preoccupati di questo elemento» chiedono preoccupati gli operatori. Passaggio emerso nel corso dell' incontro avvenuto ieri che alimenta il timore per qualche provvedimento di chiusura. L' ottimismo della settimana scorsa, seguito al sit-in di protesta è scemato. «Ci vengano a dire cosa vuol dire legalità, se c' è un provvedimento già adottato perché non si procede a sottoscrivere l' impegno di spesa?». Se non dovesse arrivare in questi giorni gli operatori sono pronti a tornare di nuovo in strada a protestare. Da tanto tempo chiedono che venga messo ordine in un settore che viene gestito da oltre vent' anni attraverso una combinazione pubblico-privato. Una situazione complessa finita anche al centro di un' inchiesta giudiziaria. Più volte l' iter di accreditamento è stato avviato dalla Regione salvo poi arenarsi, intanto si procedeva attraverso le proroghe. Ma di fatto non si può più continuare a operare in queste condizioni, il blocco dei ricoveri ha portato ad un aumento di spesa (i pazienti vengono inviati fuori ma paga sempre la Regione), ad un disagio per gli utenti e le famiglie e rischia di disgregare il fragile tessuto delle cooperative. Erano 13 all' inizio adesso si sono ridotte di numero e quelle rimaste sono praticamente in ginocchio. Insomma non si può più rinviare.