Testata La Repubblica
Titolo "Adesso ho bisogno di voi" il nuovo cammino di Greta
Il personaggio Le prossime sfide Dai primi sit-in al tour in Europa. Viaggia solo in treno e ci metterà un giorno per essere il 19 aprile a Roma. E a Repubblica dice: " Incredibili i giovani italiani, portano la speranza" Asedici anni, quando in soli otto mesi la tua vita cambia radicalmente, devi fare delle scelte. Per te stessa, per gli altri. A Greta Thunberg all' improvviso si è allargato il mondo, perché «ci sono persone come i giovani italiani di FridaysForFuture - dice a Repubblica - che stanno facendo qualcosa di incredibile. Stanno portando speranza al mondo». Il suo futuro è sostenerli. Nemmeno un anno fa - come racconta lei stessa in La nostra casa è in fiamme, libro in edicola da oggi con il nostro quotidiano - era accovacciata a piangere nella sua casa svedese. Il mutismo, le difficoltà a mangiare, le giornate passate in clinica per la sua sindrome di Asperger. Scaricava il senso di impotenza nel non riuscire a salvare il Pianeta rispondendo ai commenti degli scettici sul surriscaldamento globale: replicava a tutti, pungente, con emoticon e dati scientifici. Tranne che per la sua famiglia, era sola in quella battaglia. Adesso non lo è più: al suo fianco ci sono 1,5 milioni di studenti e lei ha scelto il suo percorso. Sarà la bandiera del movimento che ha innescato, dove non si accettano soldi ma si ha un' idea comune: stimolare i politici ad agire. "Subito - ricorda - perché non esiste un Pianeta B". E così, prima di quel Cop25 di fine anno, nel 2019 continuerà a studiare e viaggiare - sempre in treno - per portare il suo messaggio altrove. La data che ha cambiato il suo destino è il 20 agosto del 2018. Quando per la prima volta protestò da sola contro l' inerzia dei politici verso il global warming, aveva qualche centinaio di follower. Ne contava meno di sua madre Malena Ernman, cantante d' opera, già famosa: oggi, scrive Greta sul suo profilo Instagram, è seguita da un milione di persone. Discorso dopo discorso è passata dal suo mondo chiuso fatto di invisibilità e silenzi a diventare megafono di generazioni: ha parlato davanti all' Onu e ai potenti di Davos, ha ricevuto premi (dallo svedese "Donna dell' anno" sino al Golden Kamera di Berlino), ha perfino ottenuto una candidatura per il Nobel per la Pace. La sua famiglia le fa da scudo e la aiuta con interviste, appuntamenti e telefonate. Perché Greta, coi suoi 16 anni, è ancora quella di prima: trecce e una fragilità difficile da colmare, ma una determinazione che cresce di giorno in giorno proprio come FridaysForFuture. Per questo viaggia, incontra i coetanei che si stanno battendo, va a scioperare altrove. Parigi, Amburgo, Bruxelles, Berlino, dove con lei erano in 25mila. A tutti dice: "Abbiamo poco tempo". Si sposta sempre in treno, lo stesso che prenderà per arrivare da Stoccolma a Roma il 18 aprile: ci vorrà un giorno intero di viaggio. Fa ancora fatica a mangiare in mezzo a troppe persone, dettaglio che dovrà essere decifrato anche quando arriverà al Senato, attesa nella sala Koch. Lì incontrerà il presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati con cui discuterà, insieme con Carlo Carraro, Antonio Navarra, il ministro dell' ambiente Sergio Costa e Enrico Giovannini, del problema climatico. Se dopo dovessero pranzare tutti assieme, per Greta sarebbero già troppi. La giovane svedese tiene molto al confronto con gli adulti, ma se arriverà su rotaie fino alla Capitale sarà soprattutto per i ragazzi. "La maggior parte dei miei follower è italiana ", scrive su Instagram. Sempre dai social ha mandato un video messaggio ai 100mila giovani che hanno scioperato a Milano: "È stato incredibile, andate avanti". Quando il 19 aprile arriverà in Piazza del popolo gli studenti di FridaysForFuture pensano di mettere su un palco. Sono previsti giovani da tutta la penisola. Dopo le parole di alcuni scienziati il microfono passerà a Greta. Gli organizzatori sanno solo che "parlerà, magari per poco, come accaduto a Berlino". Perché Greta è ancora così: fatti e zero chiacchiere, parole dure, concetti scientifici e poi un cartello, bene in evidenza, a ricordare a tutti ciò che fa: "Sciopero per il clima". © RIPRODUZIONE RISERVATA Studenti in piazza a Milano il 15 marzo scorso per il Global Climate Strike CLAUDIO FURLAN/ LAPRESSE.