Testata Il Sole 24 Ore
Titolo Rinnovabili, investiti 11 miliardi Ora la sfida è l' addio al carbone
IREX ANNUAL REPORT Centrali da spegnere entro il 2025: per centrare l' obiettivo servono più infrastrutture A trainare il settore non solo le utility ma anche l' industria, inclusa quella dell' oil&gas Gli investimenti in rinnovabili restano su certi livelli, anche se il record storico, toccato due anni fa, è lontano. Ma l' asticella, guardando all' Italia, pari a 11,3 miliardi nel 2018 per 10,8 gigawatt e 178 operazioni, porta con sé una trasformazione chiara, in cui gli sforzi, sempre molto consistenti messi in campo dall' industria elettrica nazionale e non, non sono più sostenuti dalle policy e - guardando soprattutto al recente boom del comparto nel nostro paese - dagli incentivi, ma da un cambio di approccio, come sintetizza efficacemente Alessandro Marangoni, che ogni anno, con l' Irex Annual Report, sfornata dagli analisti di Althesys, scatta un' istantanea puntuale del settore e dei suoi player. «L' evoluzione del settore elettrico e delle sue scelte - spiega l' economista Marangoni che è direttore scientifico dell' Irex e ceo di Althesys - è ormai trainata anche dalla spinta che arriva dai consumatori, grandi o piccoli che siano. E questo vale per le imprese dei più disparati settori, dagli energivori all' industria alimentare». Non a caso l' edizione 2019 dell' Index, che sarà presentata oggi a Roma, mette in fila i numeri della svolta e mostra come gli nvestimenti in rinnovabili sono al centro delle politiche di sostenibilità delle prime cento aziende italiane, con un 23% che utilizza solo energia prodotta da fonti verdi o punta su autoproduzione elettrica(il 48,1%), garanzie d' origine (il 65,4%) o contratti di lungo termine (Ppa) per approvvigionarsi di energia pulita. La virata verso le rinnovabili non è più perciò solo un affare delle utility che pure sono un tassello imprescindibile (si veda articolo a lato, ndr), ma è un cambiamento che investe trasversalmente tutta l' industria, inclusa quella dell' oil&gas che, soprattutto in Europa, ha portato al 7% - a fronte di una media mondiale dell' 1,3% - gli sforzi destinati alle rinnovabili o a sistemi di cattura e stoccaggio del carbonio. Più attori, dunque, strategie aziendali differenti, ancorché accomunate dallo stesso obiettivo, e un livello di investimenti, sempre molto sostenuto, in cui, però, va detto, il grosso delle iniziative si concentra sì in Italia (63%), ma la fetta principale dell' impegno finanziario riguarda l' estero (2,7 miliardi di euro per 2,5 gigawatt). E a spiccare sono soprattutto le acquisizioni che sono la metà circa delle operazioni e che crescono sia in potenza (dal 16% al 34%) sia in valore, raddoppiato da 3,2 a 6 miliardi di euro. Un mercato vivace, quindi, suggerisce Althesys che segnala altresì la progressiva concentrazione del settore, orchestrata da investitori finanziari e core renewables, ma anche la sua diversificazione con l' emergere di nuovi segmenti, dalla smart energy alla mobilità elettrica, dall' efficienza energetica a business sostenibili, come il biometano. L' Irex non si limita, però, solo a fotografare l' evoluzione del settore, ma ricorda altresì le prossime sfide per il paese. Una su tutte: l' annunciato spegnimento delle centrali a carbone nel 2025. Marangoni, con la consueta chiarezza, la mette giù così: «La decarbonizzazione è uno snodo ormai imprescindibile, ma se vogliamo sostenerla e procedere con l' obiettivo di phase-out del carbone dobbiamo mettere tutti gli operatori, a partire dal gestore della rete elettrica Terna, nella condizione di poter realizzare una serie di infrastrutture». Tradotto: sistemi di stoccaggio, nuova capacità a gas e rinnovabile, oltre a interventi per il rafforzamento delle reti. E, se qualcuno nutrisse ancora dubbi sulla necessità di rispettare «una road map sfidante» (copyright dell' Irex), basterebbe guardare una cartina dell' Italia che rappresenta la capacità a carbone e dalla quale si evince che alcune regioni (Sardegna in testa) necessitano di soluzioni alternative (per esempio, nuovi elettrodotti, come il "triterminale", ovvero il cavo sottomarino tra Sardegna, Sicilia e Continente, o nuova capacità a gas) per poter dire addio alle centrali. © RIPRODUZIONE RISERVATA.