Testata La Stampa
Titolo Bce: tagli e sinergie per dire sì alle nozze Deutsche-Commerz
ALLARME DEI SINDACATI: A RISCHIO 30 MILA POSTI DI LAVORO La Vigilanza non intende fare sconti alle banche tedesche "I vantaggi devono essere tali da giustificare i rischi" Le ragioni della politica tedesca non fanno breccia nei cuori della Bce che mette i suoi paletti per dare una chance alla fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank. Per poter dare il suo via libera, e battezzare il campione teutonico del credito, la Vigilanza europea vuole che il piano contempli sinergie chiare tra le due banche e tagli, dettagliando anche quelli di personale, con relativi costi. A scriverlo è il quotidiano Handelsblatt che riporta fonti secondo cui i vantaggi da sinergie dovranno essere tali da giustificare l' alto rischio di esecuzione. Per il via libera, insomma, non bastano le ragioni della politica, servono solide motivazioni finanziarie. Del resto l' opersazione deve avere senso a conclusione di un percorso che ha portato Deutsche Bank a chiudere in utile nel 2018, cosa che non accadeva dal 2014, e Commerzbank a risolvere in buona parte i suoi guai con i crediti dubbi derivati dalla crisi degli armatori di Amburgo, che hanno risentito della crisi. Tanto più che proprio dalla Commerz i cittadini tedeschi attendono la «restituzione», se così di può dire, dell' investimento fatto dal governo di Berlino per rilevarne il 15% nel 2008, anno in cui l' esecutivo per sostenere il sistema finanziario mise 8,2 miliardi di euro più altri 15 a garanzie di emissioni obbligazionarie future. Ora la Bce vuole evitare che si lascino delle aree grigie sull' esecuzione dell' operazione, che potrebbe essere particolarmente complessa dal punto di vista sociale. Al punto che vuole che, sempre secondo il quotidiano tedesco, che siano messi a punto piani per scenari in cui non tutto vada come previsto: i sindacati, per esempio, potrebbero opporsi ai piani di ristrutturazione. Cosa succederebbe? Come aumenterebbero i costi? Chi pagherebbe? I sindacati, soprattutto quelli del Ver.Di, sono da tempo sul piede di guerra. A fine 2018 Deutsche Bank risulta avere quasi 92 mila dipendenti di cui 42 mila in Germania. Commerzbank ne ha 49mila di cui 36 mila in terra tedesca. Secondo il sindacato la fusione potrebbe significare qualcosa come 30 mila posti di lavoro: sarebbe quasi come eliminare una delle due banche, quanto a presenza in Germania. Altro paletto posto dalla Vigilanza europea riguarderebbe il futuro assetto di governance. Chi si siederà nel futuro consigli di amministrazione della banca? La struttura societaria parrebbe andare verso un' acquisizione di Commerzbank da parte di Deutsche Bank, in quanto creare una holding sarebbe svantaggioso dal punto di vista fiscale. Da Francoforte, secondo le indiscrezioni, si vuole anche evitare una spartizione delle poltrone. Al contrario si richiederebbe una struttura di gestione improntata all' efficienza e con responsabilità chiare. Decidere subito, insomma, chi farà che cosa. Un aspetto è stato chiarito: da Deutsche Bank è già stato smentito un aumento di capitale a favore dell' affare. Probabile si procederà alla vendita di Dws (risparmio gestito), per cui c' è l' interesse di Amundi, Allianz e Ubs. Mentre la Bce fa capire che non intende fare sconti al governo di Berlino, sensale delle nozze bancarie, i tempi stringono. Una decisione preliminare sul da farsi dovrebbe giungere entro la fine di questo mese. In caso contrario, sulla carta, resistono le indiscrezioni dell' interesse da parte di Unicredit nel fondere la Commerz con la propria Hvb. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.