Testata La Verità
Titolo A parole vogliono la flat tax nel Def Ma Lega e M5s litigano su come farlo
Di Maio: «Sarò garante che la tassa piatta si faccia». Poi precisa: «Però aiuti il ceto medio e non i ricchi» Salvini lo gela: «Non esiste che sia progressiva». Saltato il summit sul tema, oggi un nuovo round in Cdm daniele capezzoneChe la giornata di ieri non sarebbe stata facile lo si è capito presto, sin dalla letterina in stile forlaniano che Luigi Di Maio ha recapitato al Corriere della Sera: una sorta di versione scritta corrispondente alla prova orale della sera precedente, quando il leader grillino si era esibito su Rai 1 da Fabio Fazio. In apparenza, ma solo in apparenza, disponibilità verso la Lega: anzi, perfino rivendicazione come propri degli obiettivi di alleggerimento fiscale evocati da Matteo Salvini: ma nella sostanza, ostacoli, paletti, sgambetti. Ecco il passaggio di Di Maio sulla flat tax, che - tolto l' esordio - di fatto parla d' altro: «Della flat tax, di cui si discute accesamente, condividiamo i termini e lo scopo. Ne parla il contratto e sarà uno dei punti che occorrerà raggiungere, associandovi comunque un principio di proporzionalità per fare il modo che il beneficio stesso sia distribuito con criterio verso le famiglie e il ceto medio». E poi parole ancora più vaghe: «In questa cornice, l' auspicio che l' esecutivo possa lavorare quanto prima a un piano della riduzione del cuneo fiscale e all' introduzione di ulteriori agevolazioni volte a far ripartire la crescita in Italia, è massimo». Come si vede, verbi coniugati al futuro per buttare avanti il pallone («occorrerà»), parole non impegnative («auspici»), e l' evocazione della «proporzionalità» (Di Maio intendeva forse: progressività) che contraddice la filosofia di fondo della tassa piatta. Sempre ieri - in questo caso dal Vinitaly - Di Maio ha, se possibile, peggiorato ancora le cose: «Sarò io il garante del fatto che la flat tax si debba fare, perché entrerà nel Def per quanto mi riguarda. L' unica cosa è che deve aiutare il ceto medio e non i ricchi: questo è l' obiettivo che ci poniamo, perché l' abbassamento delle tasse non è di destra o di sinistra ma è un tema sacrosanto su cui si fonda l' esistenza di questo governo». Altre affermazioni abbastanza surreali: è evidente che l' aliquota unica - essendo appunto unica - aiuti tutti, e abbia anche l' effetto positivo di incoraggiare i titolari di redditi maggiori a spendere e consumare di più, rilanciando l' economia. Immaginare una flat tax anti ricchi è un' acrobazia concettuale mai sentita nell' Occidente avanzato. Non a caso, a Salvini è toccato ricompitare nozioni elementari per fare un minimo di chiarezza: «La flat tax è un' idea rivoluzionaria ed è unica, piatta e uguale: non esiste che sia progressiva, altrimenti mi tengo il sistema fiscale attuale». Ancora poche ore e un altro grillino di peso si è preoccupato di evocare il fatto che il principio di progressività sia previsto dalla Costituzione (ma, come si spiega nel pezzo sottostante, è notoriamente un problema superabile con alcuni accorgimenti normativi). Però, puntando sul problema più che sulle soluzioni, il sottosegretario Stefano Buffagni ha tenuto a ribadire che «c' è una Costituzione che prevede alcune regole ed è sovrana, e io sono fedele alla Repubblica. Bisogna affrontare le cose con serietà e contenuti e non a titoli».Nel dibattito, vanno considerate anche le dichiarazioni rese a Repubblica dal sottosegretario leghista Armando Siri, che ha rivendicato la consegna a Tria di un progetto che prevede un' aliquota al 15% fino a 50.000 euro. Interrogato sulle coperture, Siri ha ipotizzato la messa in campo di un' opera di valorizzazione di «un patrimonio immobiliare che vale 400 miliardi di euro». Non vendite, ha precisato, ma «valorizzazioni, precedute da cambi di destinazione d' uso». Siri ha anche evocato un «unico veicolo che contenga tutto», quindi realisticamente un fondo. Interpellato da un utente su Twitter, il suo collega leghista Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio della Camera, è parso prudente sul punto: «Ho già detto chiaro a Siri che la vendita degli immobili di pregio non funzionerà mai e non mi vede d' accordo. Mi ha detto che la sua idea non è la vendita ma la valorizzazione (lo dice anche nell' intervista), vedremo cosa intende». In questo quadro, e con un ministro Tria che continua a fare muro, non sorprende che la giornata di ieri non sia stata risolutiva. La sensazione è che sia il Mef sia i grillini (Tria perché sintonizzato con i desiderata di Bruxelles, M5s un po' per cultura pauperista un po' per non cedere terreno alla Lega) puntino a un mero inserimento verbale di un paragrafetto sulla flat tax nel Def. Ma senza formulazioni stringenti, e soprattutto senza cogliere la portata vera della proposta: un autentico choc fiscale, una frustata volta a rilanciare l' economia, a uscire dal vicolo cieco della stagnazione e degli zerovirgola. A questo punto (saltata la riunione di maggioranza che avrebbe dovuto tenersi ieri pomeriggio) oggi alle 16.30 è convocato il Cdm. La scadenza normativa per la presentazione del Def offrirebbe 24 ore in più, fino al 10 aprile: e quindi ci sarebbe un' altra giornata per fare un eventuale passo in avanti, se si creassero le condizioni politiche.Quanto al Def, dovrebbe contenere una previsione di crescita assai rattrappita per quest' anno (non più l' 1% ma lo 0,2%). Venendo ai decreti che accompagneranno il Def, si attende la stesura finale dello Sbloccacantieri, e in più ci sarà il decreto Crescita, con le misure più volte annunciate, tra cui la reintroduzione del superammortamento (sia pure con un tetto di spesa e per un periodo limitato), l' Ires agevolata sugli utili reinvestiti in azienda, e l' innalzamento dal 40 al 50% della deducibilità Imu sugli immobili strumentali all' impresa. Oltre che alle norme sugli sbancati. Ma tutti sanno - o dovrebbero sapere - che non si tratta di misure utili ad andare oltre quel limitatissimo 0,2%. Troppo poco.