Testata Italia Oggi
Titolo Clima, cappio sul Made in Italy
La denuncia del centro studi Confagricoltura: il Centro Italia ormai è come il Mezzogiorno Alte temperature, piogge scarse ed evaporazioni in crescita Mutamenti climatici sempre più minacciosi per l' agricoltura italiana, con aumento delle temperature, diminuzione delle piogge e aumento dell' evaporazione. E con lo spostamento verso il Centro Italia delle caratteristiche del clima del Sud. A rivelarlo è un' analisi del Centro Studi di Confagricoltura, che ha preso in esame quattro indicatori climatici, temperature minime e massime, precipitazioni ed evapotraspirazione. Soltanto uno (temperature minime) evidenzia un andamento favorevole al migliore sviluppo delle coltivazioni agricole. Gli altri tre (temperature massime ed evapotraspirazione in crescita, precipitazioni in flessione) testimoniano, invece, il progredire del clima siccitoso, che sta frequentemente richiedendo il ricorso all' irrigazione anche per colture che in precedenza non ne avevano bisogno. I dati dell' analisi di Confagricoltura si riferiscono al triennio 2015-2017 e sono gli ultimi pubblicati dall' Osservatorio agrometeorologico nazionale del ministero delle Politiche agricole. Dati che evidenziano, nel triennio preso in esame, una marcata accelerazione dei cambiamenti climatici, già significativi negli anni precedenti, quelli tra il 2009 e il 2014. Secondo il Centro Studi di Confagri le temperature minime hanno registrato, tra il 2015 e il 2017, uno scarto medio annuo, rispetto alla media 1971-2000, di 1,4 gradi centigradi per anno, mentre nei sei anni precedenti, tra il 2009 e il 2014, lo scarto era di 1 °C. Per quanto riguarda le precipitazioni, nel periodo 2009-2014 i dati hanno visto un incremento dello scarto medio annuale di circa +12 mm, mentre nel periodo 2015-2017 questo valore è diventato negativo per -11,6 mm. Fra il 2009 e il 2014 gli scarti medi annui di Nord, Centro e Sud sono tutti positivi e coincidenti (+13-14 mm). Nel triennio fino al 2017, sono Nord e Centro a registrare deficit (rispettivamente -13 mm e -8 mm), mentre il Sud registra uno scarto positivo poco superiore ai 2 mm. A crescere, tra il 2015 e il 2017, anche lo scarto medio annuo di evapotraspirazione, che risente soprattutto della temperatura, dell' umidità dell' aria e dei venti. Era di +7,8 mm fra il 2009 e il 2014 ed è salito a +9,5 mm nel triennio successivo. E se nel periodo 2009-2014 il dato medio annuo più elevato riguarda il Sud (8 mm), nel triennio successivo ha interessato il Centro (10 mm).