Testata Italia Oggi
Titolo La domanda mondiale di latte cresce, la produzione cala
Nel 2019 prezzi del latte in positivo. Anche perché, nei primi due mesi dell' anno, la produzione dei principali paesi esportatori (Argentina, Australia, Bielorussia, Cile, Nuova Zelanda, Ucraina, Ue-28, Usa, Uruguay) è diminuita, attestandosi a 63.553.000 tonnellate (-0,8% sullo stesso periodo del 2018). Di contro, la domanda mondiale è in equilibrio. E questo mantiene vivaci i prezzi del latte alla stalla, in una fase di contenimento produttivo, che si traduce in minore disponibilità di materia prima. La previsione arriva dagli analisti Clal.it, il portale dedicato al lattiero caseario, a 9 mesi dalla 114ª edizione di Fieragricola (Veronafiere dal 29 gennaio all' 1 febbraio 2020). L' Unione europea si conferma il primo produttore di latte, con 25.018.000 tonnellate consegnate nel primo bimestre 2019, in flessione dello 0,8% su base tendenziale. Anche le previsioni della produzione di marzo indicano un percorso ribassista, strascico della siccità della scorsa estate, che ha ridotto le produzioni di foraggi. L' Italia, con poco più di 2 mln di tonnellate consegnate nel primo bimestre 2019, ha registrato una flessione del 3,3% su base tendenziale In alcune aree del pianeta il numero di vacche da latte si sta riducendo. È il caso degli Usa, a causa di una flessione dei prezzi che porta gli allevatori a eliminare i capi meno produttivi. Soluzione adottata per ridurre i costi di gestione in stalla, alla luce di una contrazione del numero di stalle. Nell' ultimo anno, secondo il dipartimento agricoltura (Usda), sono andate perse 2.750 stalle (-6,5%). E per la prima volta dopo anni la produzione di latte Usa ha segnato un calo a marzo. La domanda mondiale. In base al «Global Snapshot» pubblicato da Clal.it, a livello mondiale il saldo in equivalente latte (ME, Milk Equivalent, rappresentato dalle produzioni di latte alimentare, burro, polveri e formaggi) è negativo per 1.018.000 tonnellate. Ciò significa che la domanda internazionale resta insoddisfatta per oltre un mln di tonnellate. Cosa che dovrebbe mantenere i prezzi alla stalla su un quadrante positivo, anche perché il picco produttivo di latte per l' emisfero Nord (quello dell' Ue-28 e del Nord America, fra gli altri) è stato ad aprile. Per i prossimi mesi, dunque, ci si attende una produzione dell' area boreale inferiore. Il picco successivo, spiega Clal.it «si avrà a ottobre» e sarà generato dall' emisfero australe. Ma anche lì lo scenario non è roseo, visto che l' Australia è alle prese con la siccità e la Nuova Zelanda ha segnato un incremento lattiero di appena uno 0,4% nei primi tre mesi del 2019. Import cinese sostenuto. Clal.it registra un altro elemento che induce a pensare che i prezzi del latte restino elevati per mesi: l' import cinese di lattiero caseari è stabile su livelli alti. Nel 2018, le importazioni in Cina sono cresciute del 7,8% in quantità e del 14,5% in valore, con incrementi dei prezzi unitari ($/kg) per il burro (+12,6%), il latte per l' infanzia (+9%), la WMP (+5,1%), il latte sfuso e confezionato (+7,4%). Anche nei primi due mesi del 2019 il trend cinese è stato positivo: tra gennaio e febbraio la crescita su base tendenziale è stata del 15,3% in volume e del 15% in valore.