Testata La Provincia Pavese
Titolo Festa del lavoro amara 70 operatori sanitari da oggi restano a casa
sCADUTO L' APPALTO Dipendenti di una coop pavese per casa di cura di Milano «Stipendi da 900 a 1.100 euro, ora siamo tutti nei guai» Anna GhezziPAVIA. Festa del lavoro di rabbia e tristezza per settanta operatori socio sanitari e assistenti sanitari della Casa di cura privata del policlinico di via Dezza a Milano che, da oggi, non hanno più un lavoro. Ieri hanno fatto un presidio sotto gli uffici della cooperativa sociale Coopera in viale Venezia, nel palazzo storico Einstein, per chiedere i turni di lavoro. Nessuna risposta«Non abbiamo ottenuto risposta - spiega Massimo Preziuso, sindacalista Cisl Fp di Milano - Da domani (oggi per chi legge, ndr) i servizi non saranno garantiti ai pazienti della casa di cura e 70 famiglie sono per strada. I lavoratori non hanno i turni, è stato messo in atto dalla struttura un piano di emergenza ma non è semplice reclutare interinali da un giorno all' altro». L' appalto di Coopera con la casa di cura è finito ieri: «Non è stato confermato - spiega Preziuso - c' era la possibilità per i lavoratori di essere assunti da Dezza. Coopera non li ha licenziati, avrebbe dovuto pagare i Tfr, circa 150mila euro, che sono anche spariti dall' ultimo Cud, pur risultando in busta paga. La stessa coop, aveva chiesto ai soci lavoratori di rifinanziare il capitale sociale due anni fa, hanno pagato tutti 650- 850 euro». al presidio coi bambini«L' ultima rata del capitale sociale l' abbiamo pagata due mesi fa - racconta una lavoratrice». Un' altra si è portata i figli al presidio: «Non sapevo come fare», dice. Gli stipendi vanno dai 900 ai 1100 euro al mese e c' è chi è più disperato di altri: «Da domani siamo a casa sia io che mio marito», racconta una donna. Le addette hanno dai 20 ai 55 anni, c' è chi lavora qui da 13 anni, pochi gli uomini. «Abbiamo inviato alla casa di cura e a Coopera una diffida a regolarizzare i lavoratori assumendoli con i diritti acquisiti», spiega Preziuso. Nessuno della Cooperativa ieri ha voluto spiegare la versione del datore di lavoro al giornale o ai lavoratori. A fronteggiare tutto solo le amministrative e alcuni collaboratori esterni: «Ci avevano detto che vi avevano mandato i turni, è l' unica informazione che abbiamo - dice una delle addette dietro al bancone - Ma qui oggi non c' è nessun legale rappresentante». --