Testata Il Resto del Carlino (ed. Fermo)
Titolo «Pronto soccorso, attese record: ospedale nel caos»
SANITÀ GIORGINI ATTACCA ANCHE SULL' ASSENZA DI PRIMARI DIRETTI. CHIARI RESTA MA SI DIVIDE CON ASCOLI CAOS al Pronto soccorso di San Benedetto, con attese a livelli record in Italia, e vari reparti senza primario ormai da tempo immemore, se non smantellati del tutto. È l' ennesima denuncia da parte del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Peppino Giorgini (nella foto), il quale elenca cifre e circostanze di 'smottamenti' di cui abbiamo parlato più volte, ma fornendo aggiornamenti, a cominciare proprio dalle carenze di personale al Pronto soccorso: a fronte di oltre 38mila accessi nel solo 2018, la direzione prevede 18 medici in servizio; tra questi, però, 4 sono esonerati dai turni di notte, 2 hanno chiesto il trasferimento altrove, 5 sono in attesa di concorso all' ospedale di Pescara, uno sta smaltendo le ferie prima di andare in pensione, un altro usufruisce della legge 104 e 2, infine, si occupano solo di codici verdi e bianchi perché non specializzati (il direttore dell' Area vasta 5 annuncia l' assunzione di altri 4 medici non specializzati, da distribuire tra Ascoli e San Benedetto; questa 'pezza' non è stata accolta benissimo nell' ambiente, in vista della solita trincea estiva). A tutto questo possiamo aggiungere che ieri è scaduto il semestre di prova della primaria Petrelli, che la scorsa settimana ha avuto un colloquio con il direttore generale Asur Alessandro Marini, di cui 'naturalmente' non trapelano i contenuti. Giorgini fa poi notare che le cose non vanno meglio in altri reparti: «Otorino, Ortopedia, Chirurgia, Oncologia, Neurologia e Nefrologia non hanno un primario diretto - scrive il consigliere -, o non esiste o è prossimo ad andare altrove, o in pensione o, ancora peggio, si deve dividere tra due ospedali. La Gastroenterologia è stata letteralmente svenduta a Fermo. La Cardiologia ha solo un facente funzione, non un primario né un coordinatore infermieristico, lo stesso dicasi per la Medicina d' urgenza, la quale manca di un coordinatore, mentre dai documenti, che la Regione ha inviato al ministero per l' accreditamento dei 'Livelli essenziali di assistenza', risulta una Utic completa: con quali requisiti e personale?». Tra i medici costretti a dividersi tra i due ospedali di San Benedetto c' è anche il primario di Ginecologia, il dottor Andrea Chiari: dopo la partenza del primario di Chirurgia, il dottor Siquini, la sanità pubblica del Piceno assomiglia più al gioco del Monopoli, che a un sistema organizzato. Giovanni Desideri.