Testata Gazzetta del Sud (ed. Reggio Calabria)
Titolo I tagli alla sanità si abbattono sulla città L' Istituto De Blasi costretto a licenziareLa scienza promuove il bergamotto «farmaco naturale»
La questione sul tappeto è estremamente delicata perché non riguarda soltanto i livelli occupazionali bensì il diritto alla salute di tutti i reggini Piero Gaeta Si riunisce oggi la Commissione Tripartita (composta da una Rappresentanza della Regione Calabria, dall' Ispettorato del Lavoro, dai sindacati e da Eduardo Lamberti-Castronuovo come datore di lavoro), al fine di decidere sui provvedimenti di licenziamento di un numero di lavoratori «non inferiore alle 36 unità», dipendenti dell' Istituto clinico De Blasi. Una mazzata sul fronte occupazionale, ma in questo caso ancora più dolorosa per la città intera, perché riguarda il diritto alla salute dei reggini che ne esce fortemente ridimensionato da una vertenza che è figlia del commissariamento della Sanità e che si ripropone ciclicamente. In precedenza è stata sventata ma questa volta appare di difficile soluzione, tanto che gli stessi sindacati si sono affrettati a chiedere «un incontro urgentissimo» al generale Cotticelli per cercare una via d' uscita. «Si è giunti a questa drammatica determinazione dopo innumerevoli riunioni e tentativi di soluzione, andati a vuoto, per il mancato accordo da parte di una minoranza delle maestranze, non disposta ad una necessaria riduzione delle ore di lavoro. Il paradosso - spiega Eduardo Lamberti Castronovo - sta nel fatto che questa struttura risponde alla richiesta di oltre 400 pazienti al giorno, domenica compresa, in regime di accreditamento e che la possibilità di continuare a lavorare a questo ritmo non comporterebbe alcun licenziamento. Sta di fatto, però, che essendo stato assegnato un budget - senza alcuna istruttoria e\o controllo del fabbisogno cittadino, in ragione del 50% rispetto agli anni precedenti -, è assolutamente inevitabile ridurre i costi fissi per poter tentare la sopravvivenza di una struttura necessaria al territorio». «La mancata riassegnazione del nostro budget, come peraltro ipotizzato dallo stesso Commissario Cotticelli e ribadito dal Ministro alla Salute, che afferma di voler assicurare ai calabresi i livelli essenziali di assistenza, comporterà l' assoluta riduzione drastica delle prestazioni a favore soprattutto dei meno abbienti e la conseguente, sopracitata, riduzione del personale. Le indagini e le documentazioni ufficiali in nostro possesso - prosegue il direttore dell' Istituto clinico -, tra cui anche la recente ordinanza del Consiglio dì Stato, dimostrano, senza dubbio alcuno, l' assoluta impossibilità delle strutture pubbliche di assolvere al compito di garantire i LEA alla popolazione, per cui risulta irragionevole la chiusura obbligata di un servizio utile, professionale, argine di ricoveri inutili e soprattutto garante della salute pubblica». Lamberti conclude rivolgendo un appello ai sindacati: «In considerazione della profonda conoscenza della situazione aziendale, vogliate immediatamente chiedere una rivalutazione ragionata dell' intera situazione al Commissario e, ove occorresse, allo stesso Ministro delia Salute, al fine di impedire l' allontanamento dal lavoro di professionisti validi e l' interruzione di un servizio sociale di elevata qualità ed ad alta richiesta».