Testata Il Sole 24 Ore
Titolo Le buone pratiche del modello lombardo
La ricorrenza del Primo maggio richiama la necessità di mettere il lavoro al centro delle azioni politiche e amministrative di tutti i livelli istituzionali. I dati della Lombardia del centro di ricerca Polis confermano la capacità di aver costruito, assieme all' assessore Melania Rizzoli, un sistema efficace di politiche del lavoro capace di coniugare la forza del nostro tessuto economico e produttivo con i bisogni di tutela dei lavoratori. La prima evidenza empirica è rappresentata dal dato dell' occupazione in Lombardia: nel quarto trimestre 2018, l' occupazione lombarda è cresciuta dell' 1,8%, rispetto alla diminuzione dello 0,2% a livello nazionale. Industria e Costruzioni trainano questa crescita, rispettivamente con un aumento del 36,2% e del 22,4% di nuove assunzioni rispetto a quelle del 2017 di tutti gli altri settori produttivi. Il secondo dato positivo riguarda l' occupazione giovanile, con il 51,4% dei nuovi avviamenti al lavoro del 2018 costituito da lavoratori con meno di 34 anni. Il terzo fa riferimento alla riduzione del numero di lavoratori coinvolti in licenziamenti collettivi a fronte dell' aumento del ricorso agli ammortizzatori sociali, con particolare riguardo alla cassa integrazione. In tutti questi dati, è possibile intravedere gli effetti di ben precise scelte politiche, costantemente condivise con le parti sociali, frutto di una "governance partecipata". In particolare, alla dinamica del mercato del lavoro, abbiamo affiancato un sistema di politiche attive - la Dote unica lavoro (Dul) - per offrire universalmente, a tutti i cittadini lombardi, i servizi al lavoro di cui hanno bisogno in ogni momento e in ogni condizione della loro vita attiva. La Dul ha costituito il percorso principale di ricollocazione lavorativa con una percentuale di successo pari all' 86% del numero totale dei lavoratori presi in carico dai nostri servizi pubblici e privati accreditati. Dopo aver recuperato i livelli occupazionali precedenti alla crisi del 2008, sulla base di un costante monitoraggio dei suoi risultati, la terza edizione in corso della Dul ha visto l' introduzione di una serie di modifiche per elevarne gli standard di risultato, sempre attraverso sistemi di incentivazione di buone prassi e di disincentivazione di comportamenti opportunistici. Contro la disoccupazione giovanile, interveniamo preventivamente con il nostro sistema di Istruzione e formazione professionale (Iefp), fino al livello terziario (Ifts e Its), fortemente orientato all' integrazione con il lavoro e le professioni già nella fase degli ordinari percorsi di studio. A questo stesso fine, sulla nostra Iefp abbiamo innestato l' apprendistato per il conseguimento di tutti i titoli di studio, con risultati eccezionali in termini di contratti attivati e di risorse nazionali assegnate a Regione Lombardia proprio sulla base degli esiti occupazionali raggiunti. Per i cosiddetti Neet - i giovani che non studiano e non lavorano - è stata invece avviata la seconda fase di Garanzia giovani, con un investimento di 60 milioni di euro, dopo gli ottimi risultati della prima edizione con cui abbiamo portato nel mercato del lavoro oltre 98mila giovani. Con lo stesso approccio, stiamo ora affrontando la revisione del nostro sistema di sostegno del Diritto allo studio universitario (Dsu) sia per sostenerne i servizi, sia per garantire la massima copertura delle borse di studio agli studenti meritevoli del sistema delle università lombarde. Sulle crisi aziendali, manteniamo l' approccio di interventi finalizzati alla sospensione dei contratti di lavoro piuttosto che alla loro risoluzione, per non allontanare i lavoratori dai contesti produttivi. Inoltre, qualche settimana fa, la Giunta ha approvato un provvedimento che prevede interventi di politica attiva del lavoro da affiancare agli strumenti anticrisi nazionali in maniera complementare con l' obiettivo di avviare percorsi di reinserimento dei lavoratori coinvolti nelle crisi aziendali. Per quanto di nostra competenza, grande impegno viene rivolto anche alla sicurezza sui luoghi di lavoro, per cui da ultimo abbiamo finanziato l' assunzione di operatori e tecnici della prevenzione e destinato nuove risorse economiche al contrasto di questo rilevante problema. Oltre a essere locomotiva economica del Paese, siamo anche punto di riferimento nazionale di "buone pratiche" proprio in tema di politiche del lavoro. Continueremo nella promozione di opportunità occupazionali, declinando anche le misure nazionali secondo i bisogni dei territori. Se è sicuramente vero che il lavoro non si crea nemmeno con buone leggi, è pur vero che interventi sbagliati possono avere effetti molto negativi per il mercato del lavoro. Il nostro impegno è di continuare a proporre buone soluzioni. Presidente della Regione Lombardia © RIPRODUZIONE RISERVATA.