Testata Italia Oggi
Titolo Professionisti su, redditi giù
La fotografia del lavoro parasubordinato. Collaborazioni crollate del 27,2% in tre anni Aumentano gli iscritti all' Inps ma si riducono i guadagni Il parasubordinato? È un uomo di mezza età, con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa che percepisce un reddito annuo di poco più 23 mila euro. A tracciare l' identikit del lavoratore iscritto alla gestione separata, contribuente effettivo, è l' Inps nell' osservatorio sui parasubordinati pubblicato ieri, relativo al 2017, analizzando le caratteristiche dell' esercito di 1.267.414 lavoratori attivi. Un esercito, due armate. L' esercito dei parasubordinati, in numero pari a 1.267.414 effettivamente paganti i contributi nell' anno 2017, sono classificati dall' Inps in due categorie: professionisti, nel caso di soggetti che esercitano per professione abituale, anche se in modo non esclusivo, un' attività di lavoro autonomo, e il cui versamento dei contributi è effettuato dal lavoratore stesso; collaboratori, nel caso in cui l' attività è di co.co.co. e comunque il versamento dei contributi è effettuato da un committente. Come si può vedere in tabella, i collaboratori rappresentano la maggioranza: 918.965, cioè il 72,50% rispetto a 348.449 professionisti, il 27,50% del totale. Gli effetti delle riforme. L' osservatorio evidenzia la riduzione del 27,2% del numero di collaboratori nel 2016 rispetto al 2013 e la stabilizzazione nell' anno 2017 (+0,1%); al contrario, i professionisti nello stesso periodo registrano la crescita del 15,6%. Queste variazioni, spiega l' Inps, sono da legare, oltre che a dinamiche del mercato del lavoro, anche a interventi del Legislatore: innanzitutto alla riforma Fornero (legge n. 92/2012), intervenuta in senso restrittivo sul lavoro a progetto, poi al Jobs Act (dlgs n. 81/2015) che ha esteso la disciplina del lavoro subordinato ai «rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni esclusivamente personali e continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro». Va notato, tra l' altro, che la diminuzione non è stata omogenea per età: per gli under 30, infatti, è stata di ben il 38%, mentre per gli aduli (età dai 30 a 59 anni) è stata del 17,3% e per i senior (da 60 anni in poi) ancora più contenuta, cioè dell' 11,6%. Al contrario, la diminuzione è stata abbastanza omogenea rispetto alle tre grandi macro-aree geografiche: -18,1% al nord; - 23,3% al centro; -20,3% al sud. Poche le donne. Per quantità i parasubordinati sono più uomini (il 61,24%) che donne (il 38,76%). La quota di donne è in ogni anno diminuita nella tipologia dei collaboratori mentre è aumentata in quella dei professionisti. In particolare nel 2013 le donne rappresentavano il 40,4% dei collaboratori e il 40,2% dei professionisti; mentre risultano rispettivamente pari a 36,9% e 43,5% nel 2017. Il reddito medio. Confrontando collaboratori e professionisti, si nota che l' andamento del reddito medio annuo è inverso rispetto a quello della numerosità. Infatti, per i collaboratori si registra una continua crescita del reddito medio, mentre per i professionisti una riduzione, attestandosi a quota 16.400 euro. Che cosa può significare questo? Per l' Inps è il segno che i provvedimenti di riforma (Fornero e Jobs Act) hanno colpito soprattutto i collaboratori con redditi bassi. Per il resto, il reddito medio degli uomini è quasi il doppio di quello delle donne; amministratori e sindaci costituiscono un gruppo avente delle caratteristiche reddituali (molto elevati) differenti da tutti gli altri.