Testata Il Messaggero
Titolo Reddito, 200 mila domande di lavoro ma i navigator arriveranno a ottobre
A giugno saranno siglati i patti tra i beneficiari del sussidio e i centri per l' impiego che però non sono ancora pronti Nel Sud la situazione più difficile: da Campania e Sicilia circa 70 mila richieste per trovare un impiego IL CASO ROMA Entro giugno verranno siglati più di 200 mila patti per il lavoro dai beneficiari del reddito di cittadinanza immediatamente attivabili. Nei centri per l' impiego i sussidiati non troveranno però ad accoglierli i navigator di Domenica Parisi come promesso: il maxi-concorso per la selezione di tremila «assistenti tecnici», per il quale Anpal ha reso noto che sono giunte già 38 mila candidature, si svolgerà con ogni probabilità a luglio. IN SALITA La situazione si prospetta più grave al Sud: in Campania, dove le richieste per il sussidio sono state maggiori rispetto alle altre regioni, da qui a giugno il beneficio dei grillini riverserà nei centri per l' impiego 40 mila assistiti in cerca di lavoro. Atteso uno tsunami anche in Sicilia, dove verranno siglati entro l' estate oltre 30 mila patti per il lavoro, mentre nel Lazio si stima che saranno circa 20 mila. È quanto emerge incrociando gli ultimi dati dell' Inps sulle istanze pervenute con le stime dell' Ufficio parlamentare di bilancio riguardo ai percettori del bonus che verrano indirizzati verso percorsi d' inserimento lavorativo. Così, anziché creare lavoro, il reddito di cittadinanza all' inizio otterrà l' effetto opposto. La misura dei pentastellati, le cui potenzialità occupazionali sono ancora tutte da verificare, rischia infatti di mandare in tilt i centri per l' impiego, considerato che i rinforzi arriveranno solo dopo l' estate: oltre ai 3 mila navigator in entrata, sono previste entro l' anno 4 mila assunzioni a tempo indeterminato di personale qualificato da parte delle Regioni. La conferma arriva anche dal Documento di economia e finanza recentemente approvato dal governo gialloverde, dove è stato previsto che il tasso di disoccupazione salirà all' 11 per cento quest' anno. Un incremento dettato dalla scarsa crescita economica (l' Istat ha appena registrato un timido +0,2 per cento del Pil nel primo trimestre ) e dal fatto che a firmare i patti per il lavoro saranno soprattutto gli inattivi, che una volta che riprenderanno a cercare un impiego verranno di nuovo conteggiati tra gli inoccupati. Ma il tasso di disoccupazione, sempre secondo quanto scritto nel Documento di economia e finanza, continuerà ad aumentare anche nel 2020, quando stando alle previsioni toccherà l' 11,1 per cento, contro l' attuale 10,2 per cento. A dimostrazione che inserire nel mondo del lavoro i beneficiari del reddito di cittadinanza non sarà affatto una passeggiata. L' Inps ha ricevuto finora 946.569 domande e a fronte di un tasso di rifiuto che si aggira attorno al 25 per cento calcola che il beneficio raggiungerà 710 mila famiglie entro giugno, ovvero circa 1,8 milioni di cittadini complessivi. Il 26 per cento dei nuclei coinvolti, stima l' Ufficio parlamentare di bilancio, vedrà parte dei suoi componenti iniziare un percorso d' inserimento lavorativo in un centro per l' impiego: a giugno più di 200 mila beneficiari del reddito di cittadinanza avranno firmato un patto per il lavoro. Sempre secondo l' Upb, il 45 per cento delle famiglie siglerà invece un patto per l' inclusione sociale, che consiste in un percorso di attivazione ad ampio raggio predisposto dai servizi sociali del Comune in tandem con i servizi per l' impiego, i servizi sanitari, le scuole e i soggetti privati che svolgono attività di contrasto alla povertà. Il restante 29 per cento delle famiglie, infine, non avrà alcun obbligo. Il sussidio verrà revocato ai beneficiari del reddito di cittadinanza che non accettano una delle tre offerte di lavoro congrue che verranno loro proposte nei tempi prestabiliti dalla legge. L' Anpal intanto ha calcolato che nel 2018 i contatti con i centri per l' impiego sono stati 2,8 milioni: 359 contatti a operatore in media. Fino a oggi però l' utilizzo dei centri per l' impiego da parte delle imprese è risultato a dir poco marginale. Secondo l' ultima rilevazione del ministero del Lavoro appena l' 1,5 per cento delle aziende si rivolge ai centri per l' impiego per la ricerca e la selezione del personale. Stando ai dati Istat, infine, solo il 2,4 per cento delle persone che hanno trovato lavoro nel 2017 ha chiesto aiuto a un centro per l' impiego. Francesco Bisozzi © RIPRODUZIONE RISERVATA.