Testata Avvenire
Titolo La Gdo aumenta i controlli, ma resta il nodo dei certificatori
GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA «Purtroppo in Italia il sistema di certificazione è carente. Noi abbiamo un nostro sistema interno per tutelarci dai furbetti, ma ben vengano i controlli pubblici» (Giovanni Panzeri, Carrefour Italia). «Coop ha una struttura qualità mastodontica, che garantisce un rapporto quotidiano con i fornitori. Inoltre, speriamo che abbia successo la Federbio Integrity Platform, che mette in rete tutti i dati del bio, assicurando maggior trasparenza » ( Vladimiro Adelmi, Coop Italia). «Abbiamo uno staff di certificatori che si dedica ogni giorno ai controlli interni e noi per primi sollecitiamo l' attenzione delle istituzioni quando riscontriamo sostanze che non dovrebbero esserci» (Giuseppe Cantone, Il Viaggiator Goloso). Sono le prime risposte della Gdo sul caso dei concimi pirata e arrivano dalla presentazione di B/Open, la fiera del b2b del biologico in programma a Verona nell' aprile dell' anno prossimo, avvenuta ieri a Milano. La startup di Veronafiere, che farà concorrenza a Biofach e dovrà trovare un equilibrio con Sana, dimo- stra la vitalità del settore e ne conferma le preoccupazioni. Il sospetto che una parte importante delle produzioni biologiche europee sia inquinata da sostanze chimiche veicolate dai fertilizzanti mette a repentaglio un segmento che solo in Italia sviluppa volumi d' affari di 3,6 miliardi di euro. Oggi, la grande distribuzione organizzata rappresenta ormai il 45% degli acquisti, con un tasso di crescita del 14%. «C' è stato il sorpasso della Gdo nei confronti dello specializzato tre anni fa e oggi la forbice si è ampliata - ha detto Massimo Lorenzoni, ad de La Finestra sul Cielo - perché i consumi di bio sono cresciuti e la diffusione ha riguardato sia la Gdo che gli hard discount ». Per Renzo Agostini, titolare del gruppo Terra e Sole, «il bio ha un' opportunità straordinaria di crescita ma è importante che convivano i diversi modelli: gdo, negozio specializzato, ristorazione. Il biologico, se rimanesse solo in mano alla gdo o agli specializzati, senza comprendere la ristorazione, non funzionerebbe». Sul tema delle contaminazioni, anche Agostini allarga le braccia sulla vulnerabilità del sistema di certificazione: «Se ci consegnano un prodotto certificato devo fidarmi del certificatore, posso fare ulteriori controlli, ma alla fin fine l' anticorpo più efficiente è conoscere bene il fornitore, il che è possibile solo alla piccola distribuzione». Insomma, due certezze: gli operatori economici vorrebbero un sistema di certificazione meno permeabile, ma nessuno osa aprire il dossier perché questo mercato macina profitti - ieri, Carrefour ha annunciato l' apertura di «un paio di supermercati con shop bio» - e c' è una gran paura di compromettere la luna di miele con il consumatore. Paolo Viana RIPRODUZIONE RISERVATA Veronafiere lancerà l' anno prossimo una nuova manifestazione per gli operatori del settore biologico Non si vuole fermare la crescita commerciale con la riforma del sistema.