Testata Avvenire
Titolo Ecco il piano da 400 milioni contro lo smog
IL PATTO TRA ROMA E L' UE ANDREA ZAGHI Torino In Italia l' Aria Pulita vale 400 milioni all' anno. A tanto, infatti, possono arrivare le risorse destinate, per due anni solamente, alle misure previste dal Protocollo 'Aria Pulita' firmato ieri a Torino dal premier Giuseppe Conte, una nutrita squadra di ministri e di rappresentanti delle istituzioni locali, alla presenza del commissario all' ambiente dell' Ue Karmenu Vella. Si tratta di una sorta di dichiarazione di guerra ad uno dei problemi più gravi che assillano l' Italia e in particolare le città della pianura Padana: l' inquinamento dell' aria. Non a caso, la firma del documento è avvenuta proprio a Torino, nell' ambito del Clean Air Dialogue, un appuntamento internazionale nel quale discutere e condividere «le misure più efficaci e le migliori pratiche per politiche sulla qualità dell' aria, sul clima, sull' energia, sui trasporti, sull' agricoltura e sulla sanità pubblica», come recita una nota del ministero dell' Ambiente. Torino, in effetti, è ormai l' esempio (negativo) in tema di smog. Basta pensare che l' Arpa regionale già l' 11 febbraio scorso aveva rilevato 35 giorni dall' inizio dell' anno nei quali il livello di PM10 (le famigerate polveri sottili) aveva superato i limiti consentiti. E non si tratta solamente di rilevazioni statistiche, ma di «una vera e propria emergenza» in tutto il Paese, come ha rilevato il ministro dell' Ambiente, Sergio Costa che ha precisato: «Ogni giorno muoiono prematuramente 219 persone a causa dello smog, come dice l' Oms: 80mila circa all' anno. Numeri che dobbiamo azzerare». Mentre Conte ha aggiunto: «Abbiamo l' esigenza morale e politica che venga tutelato un bene di tutti. Dobbiamo impegnarci ancora di più». È da tutto questo che nasce il Protocollo firmato ieri, che fra l' altro deve rispondere anche a due procedure di infrazione nei riguardi dell' Italia per i superamenti continui dei valori limite delle PM10 e di biossido di azoto. Eventuali condanne potrebbero condurre al taglio dei Fondi Strutturali per l' Italia. L' intesa prevede misure che riguardano i tre settori maggiormente responsabili dell' inquinamento: trasporti, agricoltura e riscaldamento domestico a biomassa. Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri verrà istituita una Unità di coordinamento del Piano d' azione per il miglioramento della qualità dell' aria. Sarà questa 'squadra' di tecnici a dover individuare, entro sei mesi, dal proprio insediamento, ulteriori misure a livello nazionale e locale. Il Piano d' azione ha una durata di due anni, è dotato di un 'fondo' (di 400 milioni all' anno) e contiene già delle cose da fare. In ambito agricolo, per esempio, sono previsti interventi per l' abbattimento delle emissioni di ammoniaca . Per la mobilità ci sono criteri ambientali per la circolazione extraurbana (la riduzione dei limiti di velocità, per esempio), sono previste anche misure per il controllo delle aree a traffico limitato, linee guida per la classificazione dei veicoli elettrici ibridi e per gli incentivi verso le tecnologie elettriche ibride. Circa il riscaldamento civile sono previste misure di riduzione delle emissioni inquinanti derivanti dalle stufe a biomassa e dagli impianti termici alimentati a biomassa ma anche limitazioni all' utilizzo degli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio. E c' è poi un traguardo la cui conquista sarebbe importantissima: l' uscita 'dal carbone', prevista dall' Italia nel 2025. «Ci siamo assunti una responsabilità politica pubblica, amministrativa e gestionale», ha commentato Costa. Insomma, le buone intenzioni ci sono, anche se c' è chi ha qualche perplessità. «Succede troppo spesso, anche in consessi importanti come il Clean Air Dialogue che sulle biomasse, sul legno per combustione si faccia confusione, tra ideologie, retorica e pensieri distorti», ha detto ieri Marco Bussone, presidente di Uncem che raccoglie i comuni montani, che ha rilevato alcune mancanze del protocollo. RIPRODUZIO NE RISERVATA Siglato il protocollo (durata biennale) tra Presidenza del Consiglio, quattro ministeri (Ambiente, Agricoltura, Infrastrutture, Economia) e le Regioni. Il presidente del Consiglio: Italia a 'carbone zero' entro il 2025 La firma del protocollo 'Aria pulita' con Conte, Grillo, Costa, Vella e Bonaccini / Fotogramma.