Testata Gazzetta di Mantova
Titolo Alzheimer, 5mila i malati «Serve tanta prevenzione»
convegno dello Spi-Cgil Cinquemila persone affette da Alzheimer nel Mantovano, di cui circa 600 in città con un aspettativa di vita dai 3 ai 17 anni. Sono i dati emersi al convegno "Non ti scordar di me" organizzato nella sala degli arcieri del Ducale dallo Spi-Cgil di Mantova e Bolzano, a cui sono intervenuti Enrica Chechelani e Carlo Falavigna dei pensionati Cgil di Mantova, Gastone Boz dello Spi Lgr Cgil di Bolzano, l' assessore al welfare Andrea Caprini, Carolina Maffezzoni, direttore socio-sanitario dell' Ats Val Padana, Marco Trabucchi, presidente dell' associazione italiana di psicogeriatria e Federica Trapletti, segretaria regionale Spi-Cgil.Durante l' incontro è stata illustrata una piattaforma con una serie di proposte. La prima, predisporre e finanziare imponenti politiche di prevenzione, da assegnare ai territori, che tendano all' assunzione di modelli e di stili di vita propedeutici al rallentamento dell' insorgenza dell' Alzheimer e, più in generale, del processo di invecchiamento della popolazione. E poi la ricerca per scoprire la cura, che deve essere implementata e finanziata dall' ente pubblico. Infine, l' Alzheimer va considerato a tutti gli effetti una malattia: pertanto, i costi per i ricoveri temporanei o prolungati in struttura devono essere a totale carico della sanità regionale e vanno altresì aumentate le capienze degli attuali nuclei Alzheimer.Le liste d' attesa dei malati devono avere la precedenza nei ricoveri in strutture. La formazione degli operatori che esercitano all' interno delle strutture e quelli che si recano a domicilio devono fare formazione continua: tante, infatti, sono le sollecitazioni derivanti da processi innovativi relativi alla ricerca dei modelli di cura. La malattia non ha bisogno di improvvisazione ma di attenzioni e cure quantitativamente congrue ed appropriate: per questa ragione devono entrare nel processo formativo anche i familiari e le assistenti (badanti) che operano a domicilio; nel percorso formativo devono far parte anche i gruppi di mutuo-aiuto, che vanno riconosciuti e valorizzati tramite la negoziazione sociale. Le famiglie, le reti, i pazienti hanno bisogno di affidarsi ad assistenti famigliari di qualità e trasparenti. Pertanto, è necessario istituire l' albo delle assistenti familiari, come peraltro previsto dalla legge. Il convegno verrà replicato a Bolzano il 13 giugno. --Luca Scattolini.