Testata Italia Oggi
Titolo Commercialista ai domiciliari
CASSAZIONE/ Mano pesante dopo il visto apposto sulla compensazione inverosimile Non bastano sospensione dall' ordine e ritiro password Ai domiciliari il commercialista indagato per frode fiscale e associazione per delinquere nonostante la sospensione dall' Ordine e il sequestro della password di accesso al sistema dell' Agenzia delle entrate. La misura scatta dopo il visto di conformità, anche leggero, apposto dal consulente sulla compensazione inverosimile (dati giro d' affari e fatturato) del credito Iva. La Cassazione, con la sentenza n. 24800 del 4 giugno 2019, ha confermato la misura a carico del professionista. Fra le tante cose la terza sezione penale del Palazzaccio ha spiegato, prima di tutto, che le esigenze cautelari dovevano ritenersi sussistenti nonostante la sospensione dall' Ordine dei dottori commercialisti e il sequestro della password di accesso alla Agenzia delle entrate telematica in ragione della revocabilità di detta sospensione costituente un provvedimento non definitivo, bensì provvisorio e dunque facilmente caducabile. Inoltre per la Cassazione, il consulente potrebbe facilmente ricadere nella commissione di reati della medesima specie anche con ruoli non richiedenti necessariamente la spendita del proprio titolo professionale in ragione dei numerosi contatti collegati al settore delle operazioni tributarie che lo stesso avrebbe posto in essere. Il caso ha fornito ai Supremi giudici l' occasione di ribadire che anche nel caso del visto «leggero» il professionista è tenuto a riscontrare la corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione con le risultanze della relativa documentazione e la conformità alle disposizioni che disciplinano gli oneri deducibili e detraibili, le detrazioni e i crediti di imposta, lo scomputo delle ritenute d' acconto. E in questo caso la compensazione dei crediti Iva, visto il calo di fatturato, era inverosimile e un addetto ai lavori avrebbe dovuto averne contezza. Ma non è ancora tutto. A nulla è valsa la difesa con la quale l' avvocato ha tentato di smontare l' impianto accusatorio sostenendo che l' associazione avrebbe avuto una brevissima durata. Anche la Procura generale del Palazzaccio ha chiesto al Collegio di legittimità di confermare la misura a carico del professionista.