Testata Italia Oggi
Titolo Affitto d' azienda allargato, verso il ritiro dell' emendamento
Verso il ritiro l' emendamento al decreto Crescita che faceva rientrare l' affitto d' azienda tra le competenze di commercialisti e avvocati. In commissione finanze della Camera è arrivato un nuovo parere negativo della direzione nazionale antimafia (Dna). E oggi si deciderà sul ritiro della modifica che avrebbe tolto l' esclusiva ai notai. Con argomentazioni che fanno leva sul ruolo del notaio come ufficiale pubblico e garante di un doppio controllo degli atti. La telenovela sull' allargamento delle competenze ad avvocati e commercialisti si arricchisce dunque di un nuovo colpo di scena. Secondo quanto ItaliaOggi è in grado di anticipare, la commissione finanze deciderà il ritiro dell' emendamento 11.02 al dl 34/19, che introduceva appunto la possibilità di effettuare, con scrittura privata, il contratto di affitto d' azienda anche tramite avvocati e i commercialisti. Inoltre si va verso una trasformazione delle norme con cui si mettevano in sicurezza i conti di Roma in misure per tutti i comuni in dissesto. Gli emendamenti a firma dei relatori in arrivo oggi vertono su questo ma anche sul turismo, beni culturali e casse di previdenza. Sarà inoltre ripresentato l' emendamento che puntava a rafforzare il patrimonio di istituti di credito in crisi come Carige e la Popolare di Bari, consentendo la trasformazione delle Dta (attività per imposte anticipate) in credito d' imposta in caso di aggregazioni bancarie. E oggi la VI commissione dovrebbe iniziare il voto sugli emendamenti preparando la strada all' approvazione con fiducia. Tornando all' affitto d' azienda allargato la Dna si era già pronunciata contro un altro tentativo di estensione della misura, nella proposta di legge semplificazioni. In quel contesto si trattava di un ampliamento di competenza agli atti di affitto e cessione d' azienda delle ditte individuali. Ancora una volta le argomentazioni della Dna fanno leva sul ruolo del notaio come ufficiale pubblico e garante di un doppio controllo degli atti. Ruolo che non hanno, per quanto iscritti ad albi, avvocati e commercialisti. Nel parere si osserva che l' affitto di azienda consente al titolare di agire sul mercato al pari di un soggetto che ne abbia la proprietà. Inoltre nella prassi commerciale, l' affitto è un primo step per patti di futura vendita, nonché una anticamera della crisi di impresa in «cui i profili di illiceità dell' operazione (soprattutto dal punto di vista dell' utilizzo dei capitali illeciti) devono puntualmente essere vagliati ex ante dal notaio pubblico ufficiale», si legge nel documento. Un altro elemento di preoccupazione riguarda la costituzione di modelli societari a mezzo di firma digitale senza il controllo preventivo notarile. La Dna sottolinea che sono in aumento denunce di furti di identità digitale e di registrazioni di firme digitali a soggetti ignari. Non solo. L' estensione dell' affitto di azienda potrebbe recare lo stesso rischio dei passaggi di proprietà di auto e motorini: è di dominio pubblico che le autovetture e i motorini usati in attività criminali sono intestati a persone defunte o mai esistite. Il controllo notarile, meglio, il doppio controllo esercitato, costituisce il mezzo con cui l' ordinamento si prefigge di raggiungere una finalità fondativa dello stato di diritto: la certezza degli atti e dei traffici giuridici. Di più, la Dna ribadisce che nei settori in cui c' è il preventivo controllo di legalità effettuato dai notai, cioè nel settore immobiliare, si riscontra «un bassissimo tasso di contenzioso post contrattuale». Il motivo è ancora una volta quello per cui nei pubblici registri immobiliari sono inseriti documenti dotati di particolare forza, quella degli atti pubblici e delle scritture private autenticate davanti ai notai. © Riproduzione riservata.