Testata Italia Oggi
Titolo Copyright Ue, la Francia in pole
Domani entra in vigore la nuova direttiva, Oltralpe c' è già il progetto di legge che la recepisce Spinta a negoziazioni fra editori e ott. Garanzie ai giornalisti Domani entra in vigore la nuova direttiva Ue sul copyright, pubblicata nella Gazzetta dell' Unione Europea lo scorso 17 aprile (2019/790/Ue). Gli stati membri avranno a questo punto 24 mesi di tempo per recepire la nuova norma che permette agli editori di ottenere una remunerazione per l' utilizzo online da parte di terzi (commerciale) dei propri contenuti giornalistici grazie all' introduzione di un diritto connesso al diritto d' autore. Nonostante la direttiva non sia ancora in vigore c' è già però chi si è mosso per accogliere le nuove norme. Si tratta della Francia, il cui Parlamento ha approvato il mese scorso un progetto di legge di recepimento della direttiva che ora dovrà passare per il voto del Senato. Si tratta ancora di una fase preliminare ma il fatto che il governo transalpino fosse tra quelli favorevoli all' aggiornamento delle leggi sul diritto d' autore ha facilitato le cose. Dall' altro lato c' è invece la Polonia, da sempre oppositrice del provvedimento, che si è rivolta alla Corte di giustizia Ue dichiarando che la direttiva introduce forme di censura preventiva. In questo caso, però, a essere contestata sarebbe la parte sulla responsabilità delle piattaforme di condivisione per contenuti protetti e non quella sui diritti degli editori. Nella sostanza la bozza francese non va molto oltre la direttiva. Le norme Ue, infatti, riconoscono agli editori di giornali un diritto connesso sui propri contenuti, lasciando però libertà di utilizzo per le singole parole e gli «estratti molto brevi» oltre che i link agli articoli. Nella proposta francese non si dice quanto gli snippet debbano essere brevi, ma si stabilisce che l' estratto è eccessivo se si sostituisce all' articolo e rende inutile agli occhi dell' utente andare a leggerselo. Secondo l' Emma e l' Enpa, le associazioni europee degli editori di magazine e quotidiani (la seconda presieduta da Carlo Perrone) si tratta di una soluzione adeguata: resta il principio che l' investimento degli editori deve essere remunerato ma ogni precisazione ulteriore su quel punto può essere deleteria per le negoziazioni dal momento che gli snippet sono differenti sulle diverse piattaforme, da Google a Facebook, a Twitter. Il testo stabilisce inoltre che i diritti possano essere trasferiti con licenze e gestiti da organizzazioni collettive che operano per conto degli editori e che le remunerazioni possano essere dipendenti dai ricavi generati con i singoli contenuti giornalistici dagli over the top (ott) oppure di tipo flat. C' è però un punto in cui il progetto francese fa un passo ulteriore rispetto alla direttiva e riguarda la remunerazione dei giornalisti e degli autori. Secondo la direttiva devono avere una quota adeguata degli introiti provenienti agli editori grazie al nuovo diritto. I francesi aggiungono che tale quota deve essere «equa» e che se giornalisti ed editori non raggiungono un accordo aziendale o collettivo entro sei mesi ci sarà una commissione paritetica presieduta da un magistrato che dovrà indicare una soluzione. Tornando ai lavori di Bruxelles, dalla prossima settimana inizieranno una serie di incontri della Commissione Europea con rappresentanti degli stati membri per fornire una guida sull' adozione della direttiva. Incontri sono previsti anche con i big del web. © Riproduzione riservata.