Testata Italia Oggi
Titolo Specializzazioni in pista
Specializzazioni dei commercialisti al rush finale. Il Consiglio nazionale ha infatti approvato l' altro ieri una bozza di articolato da inserire nell' ordinamento professionale (dlgs n. 139/2005) per istituire la figura del commercialista specialista. Una volta approvato dal ministero della giustizia, la nuova normativa sarà inviata al parlamento per l' approvazione definitiva. Possibilmente entro il 2017, in modo che la disciplina possa essere applicata ai professionisti che stanno già frequentando le scuole di alta formazione, i quali potranno così fregiarsi del titolo di commercialista specialista. Lo afferma Sandro Santi, consigliere delegato a università, tirocinio, formazione, che con ItaliaOggi ha fatto il punto sull' andamento del percorso delle specializzazioni dei commercialisti. «Il Cndcec ha dato mandato al presidente di portare la bozza di articolato al tavolo tecnico che abbiamo istituito con il ministero della giustizia», afferma Santi, «la nostra speranza è che la normativa sia licenziata dal parlamento prima della fine di quest' anno. Abbiamo la necessità, infatti, che i cosi vengano riconosciuti per tempo, visto anche l' investimento che ha fatto il Cndcec nelle scuole di alta formazione». In sostanza, la normativa che istituisce le specializzazioni dei commercialisti ricalca quella degli avvocati, con le dovute correzioni in virtù della bocciatura del regolamento sulle specializzazioni forensi da parte del Consiglio di stato, che criticava in particolare i criteri di scelta delle aree di specializzazione. Nel caso dei commercialisti, come criterio principale è stato preso l' articolo 1 dell' ordinamento professionale, dove sono delineate tutte le prestazioni svolte dal professionista. Sono state poi sviluppate e raggruppate in 14 temi fondamentali di natura generalizzata. «La tematica della crisi di impresa», spiega Santi, «è stata suddivisa in fallimento, concordato, ristrutturazione dei debiti e così via. Tale area è a sua volta distinta da quella delle valutazioni Ctu e dell' amministratore giudiziario. Abbiamo creato dei compartimenti generici in modo che il professionista possa avere un quadro della tematica ben chiaro anche se composito. Per esempio, abbiamo distinto la revisione degli enti pubblici da quella degli enti privati: una rientra nell' area degli enti locali, l' altra nella revisione ordinaria». L' ultima Scuola di alta formazione dei commercialisti ad entrare in funzione sarà quella della Sicilia, il prossimo mese. In totale, le aree sono 14 e contano su 7-8 mila iscritti ciascuna. I temi che possono trattare le scuole sono attualmente dieci. «La scorsa settimana», spiega Santi, «abbiamo deciso di dividere alcune aree tematiche, che quindi diventeranno 14. Ogni scuola potrà quindi affrontare fino a 14 tematiche, anche se l' idea di base è che le Saf si specializzino in poche materie. Per fare un esempio, abbiamo diviso l' area degli enti locali da quella del non profit. In generale ci siamo basati sulle richieste dei professionisti, in alcuni casi troppo massicce per materie eterogenee. Risulta infatti complicato mettere in piedi un corso unitario su materie diverse tra loro, per questo abbiamo scelto di suddividerne alcune».