Testata Il Tempo
Titolo «L' ambientalismo? È liberale»
Parla Vincenzo Pepe II presidente di FareAmbiente: basta farne un' icona di sinistra Vincenzo Pepe è il presidente di FareAmbiente da 12 anni. Per lui l' ambientalismo, non dovrebbe avere uno specifico colore politico, soprattutto considerando le sue origini liberali ma non può essere lasciato colonizzare alla sinistra che ne fa un uso improprio. Presidente ha letto l' intervista a Walter Veltroni in cui si parla di creare un nuovo contenitore ambientalista? «Veltroni ha parlato di ambire a raggiungere i risultati della Germania, dell' Inghilterra, della Francia o della Spagna, dove si arriva a oltre il 20% di consenso, ma in Italia non esiste un movimento ambientalista». Però a sinistra hanno una tradizione ambientale da cui ripartire. «L' ambientalismo non ha colori politici, ma soprattutto non nasce a sinistra ma dal mondo liberale. L' impostazione autoreferenziale dell' ambientalismo post -sessantottino, quello talebano, non porta da nessuna parte, perché ritengo che debba essere quello dello sviluppo sostenibile, ragionevole, e quindi anche il centrodestra deve fortemente farsi carico di questa tema così centrale. L' ambiente non è solo la natura ma è tutto, è l' economia di un Paese, la sua occupazione, la sanità, l' industrializzazione, i beni culturali, la sua agricoltura, è il Made in Italy». Greta a parte il dibattito ambientale non sembra così centrale. «L' ambiente non è una materia marginale ma un programma politico, ha un valore fondamentale che è la qualità della vita, i territori e quindi la tutela di essi, che non è solo clima, agricoltura, bio diversità naturale ma anche turismo, biodiversità culturale, artigianato. Trovo sbagliato che la sinistra voglia rifondarsi attorno al tema ambientale, visto che anche il centrodestra deve porre l' ambiente come programma politico generale, come valore centrale attorno a cui ci sono i trasporti. Ed è un tema che adesso trova molto spazio nell' opinione pubblica con il cambiamento climatico, che cambia il nostro stile di vita, l' industria, il Made in Italy». Chi potrebbe essere un interlocutore nel centrodestra? «Ho anche parlato con Salvini, a cui ho chiesto di dare sempre più forza e corpo all' ambientalismo sostenibile e ragionevole anche nel mondo del centrodestra, recuperando la tradizione liberale dell' ambientalismo. Bisogna riappropriarsi di un ambientalismo che coniughi lo sviluppo con la sostenibilità, non quello della decrescita, per un Paese che possa competere con gli altri Paesi europei. Ecco perché in altri Paesi l' ambientalismo ha livelli di consenso che superano i partiti tradizionali. Se le piazze sono riempite da giovani e meno giovani che portano avanti questo tipo di battaglia, prima o poi questo si dovrà pur tradurre in termini di programma politico. L' ambiente libertà e anche democrazia. Per cui penso che già a settembre noi di FareAmbiente, se la politica continuerà a ritenere marginale questo tema, faremo da soli nel senso che noi nell' ambito del mondo moderato daremo vita ad un ambientalismo ragionevole, partendo da Corleone in Sicilia dove faremo una grande giornata anche sulla legalità». L.F.