Testata Corriere della Sera
Titolo Così si «scopre» e si aiuta chi sta annegando
Sicurezza in mare Quando pensiamo a una persona che annega immaginiamo che agiti le braccia e che urli chiedendo aiuto, ma le cose non stanno quasi mai così. Annegare, nella maggior parte dei casi, è un evento drammaticamente tranquillo e può succedere anche molto vicino a riva. La vittima perde il contatto con la terra, inala una prima boccata d' acqua e di riflesso si chiude la laringe. «La glottide è serrata, quindi questa persona non può né respirare né parlare: è quello che chiamiamo annegamento silenzioso» chiarisce Alfredo Rossi, medico e direttore sanitario della Società Italiana di Salvamento, che dal 1929 rilascia brevetti per bagnini di Salvataggio. «Chi è in difficoltà non agita neppure le braccia come molti credono: l' istinto naturale spinge a estenderle lateralmente premendo dall' alto verso il basso la superficie dell' acqua, nel tentativo di prendere aria. I bagnanti intorno spesso non si rendono conto di quel che sta accadendo, anzi, tante volte pensano che stia giocando». Invece se la laringe si riapre e la vittima ricomincia a respirare sott' acqua polmoni e bronchi si allagano inesorabilmente. Da quando un bambino inala il primo sorso d' acqua all' inizio della fase di annegamento passano circa 60 secondi. Qualcuno in più negli adulti. Ogni anno in Italia muoiono per annegamento 400 persone. Non solo al mare, ma anche nei laghi, nei fiumi, in piscina. Guida la triste classifica, a sorpresa, la Lombardia, ricca di specchi d' acqua. Come si può prevenire un annegamento? Intanto imparando a nuotare. Le stime sono inclementi: il 39 per cento degli italiani non sa nuotare o sta a malapena a galla. Saper cogliere i segnali dell' annegamento silenzioso in tempo può salvare una vita. Se avete una piscina, recintatela con un cancello; in barca indossate sempre il giubbotto di salvataggio. Non affidatevi ai materassini quando soffia vento da terra perché potreste essere trascinati al largo. «Per i piccoli meglio evitare le ciambelle con l' imbrago a mutandina, sono pericolose: se un' onda le rovescia il bimbo non sarà più in grado di raddrizzarsi da solo. Non perdete mai di vista i vostri figli, senza distrazioni: il telefonino può aspettare» avverte l' esperto. Sembra incredibile ma un bambino piccolo può annegare anche nel canotto con 15 centimetri d' acqua perché non sa ancora come muoversi per salvarsi. La presenza del bagnino di salvataggio eleva a più del 50 per cento l' indice di sicurezza di un' area di balneazione, ma gli incidenti possono accadere lo stesso. «La piscina è un ambiente insidioso perché spesso affollata, con tanti bambini che giocano e non è facile vedere una persona che finisce sul fondo» aggiunge Rossi. Annegano anche nuotatori esperti: «Possono trovarsi in difficoltà per un crampo, un malore, per stanchezza o essere catturati da una corrente, ma in questi casi in genere riescono mandare richiami di aiuto e a segnalare il problema».