Testata Il Sole 24 Ore
Titolo Isa, Tria non concede lo stop Commercialisti: via l' obbligo
ADEMPIMENTI Il ministro alla Camera: un passo indietro riesumare gli studi di settore Replica di Miani: chiediamo la sperimentalità per il 2018 non il ritorno al passato ROMA Il botta e risposta sugli Isa si consuma a distanza tra il ministro Giovanni Tria e i commercialisti. Il titolare dell' Economia ha spento sul nascere ogni possibilità di un avvio soft, come auspicato e richiesto a più riprese sia dai rappresentanti istituzionali del Consiglio nazionale che dai sindacati della categoria. Nel rispondere in Aula alla Camera all' interrogazione presentata da Fratelli d' Italia (primo firmatario Francesco Lollobrigida) e sollecitata dal sindacato Aidc, Tria ha spiegato che «un' applicazione "depotenziata" » provocherebbe «un indesiderabile effetto di penalizzazione proprio per i contribuenti più virtuosi e un altrettanto non desiderabile effetto "premiante" per i soggetti con minore affidabilità fiscale». Ad avviso del ministro, i virtuosi «si vedrebbero privati della possibilità di accedere ai rilevanti benefici premiali previsti dalla norma istitutiva degli Isa», mentre i "meno affidabili" non potrebbero essere «individuati ai fini dell' analisi del rischio di evasione fiscale, rispetto alla quale gli Isa costituiscono un efficace strumento, utile a definire specifiche strategie di controllo». Il "depotenziamento" degli Isa, sempre seguendo il ragionamento illustrato dal ministro a Montecitorio, poterebbe al paradosso di dover indirizzare l' attività di controllo «indistintamente a tutta la platea dei contribuenti, in essa compresi i contribuenti più virtuosi». E, nel concludere la risposta, Tria evidenzia che «non farli entrare in vigore e riesumare i vecchi studi di settore sarebbe, anche per ammissione delle categorie professionali coinvolte, un passo indietro rispetto al più innovativo sistema di compliance». La risposta dei commercialisti non si è fatta attendere. Il presidente del Consiglio nazionale (Cndcec), Massimo Miani, ha voluto mettere in chiaro che «la richiesta di rendere sperimentale per il 2018 il nuovo strumento non significa per noi tornare agli studi di settore». Sotto la lente i problemi che stanno emergendo negli studi professionali alla prova sul campo del nuovo strumento. «Come ricorda il ministro, abbiamo partecipato ai lavori delle Commissioni consultive - mette in luce Miani - sui nuovi indici di affidabilità fiscale. Ma, mi preme sottolinearlo, non alla costruzione materiale dello strumento. In ogni caso, tutto ciò prescinde dalla constatazione del fatto che gli Isa, alla prima prova sul campo, stanno generando problemi di innegabile rilevanza. Chiediamo solo che di questo si prenda atto, non per tornare indietro a un passato che non rimpiangiamo, ma per costruire assieme all' amministrazione fiscale un percorso più graduale e razionale in un passaggio così significativo». Al momento, l' unico "aiuto" arrivato nei confronti delle categorie produttive e degli intermediari è rappresentato dalla proroga al 30 settembre dei versamenti d' imposta, introdotta nella conversione del decreto crescita (Dl 34/2019). Il ministro nella sua risposta non fa accenno a un eventuale mancato gettito nel caso di un rinvio degli Isa. Non avrebbe potuto essere altrimenti, considerando che la norma istitutiva degli Isa (articolo 9-bis del Dl 50/2017) e la relazione tecnica di accompagnamento non prevedevano un maggior gettito nel passaggio dagli studi di settore alle pagelle fiscali. Resta il dato di fatto che l' amministrazione finanziaria ha mantenuto la barra dritta per far partire, nonostante difficoltà operative e ritardi riconosciuti nei fatti anche con la concessione della proroga, gli Isa già dalla tornata dichiarativa di quest' anno. © RIPRODUZIONE RISERVATA.