Testata Italia Oggi
Titolo Patent box, rinnovo fai-da-te
Sul sito dell' Agenzia delle entrate il provvedimento sulla procedura semplificata Dopo il primo quinquennnio, ok all' autodichiarazione Il Patent box auto-dichiarato è aperto a tutte le imprese, anche a quelle che potrebbero rinnovare dopo il primo quinquennio. Le aziende devono fare attenzione alla documentazione che predispongono; se incompleta, infatti, non sarebbero al riparo dalle sanzioni determinate dal mancato versamento delle imposte. Diventa operativa la procedura semplificata per le pmi che non sono più obbligate a sostenere costi altissimi per determinare il tasso di remunerazione delle funzioni ordinarie, elemento alla base del sistema di calcolo del Residual Profit Split (Rps), il sistema più utilizzato in sede di accordi di Patent box. Le novità emergono dal provvedimento Prot. n. 658445/2019 pubblicato sul sito internet dell' Agenzia delle entrate. Possono accedere alle nuove procedure le imprese che hanno intangibili agevolabili e che non si sono mai candidate, ma anche quelle che non hanno ancora concluso l' attività di ruling a cui è concesso di cambiare la procedura invece che proseguire il ruling. L' autodichiarazione diventa possibile anche, in alternativa al rinnovo quinquennale, per i soggetti beneficiari che hanno concluso un accordo a seguito della procedura ordinaria di ruling sul Patent box. L' aspetto negativo che devono valutare è che l' autodichiarazione vale solo per un anno, il rinnovo in forma tradizionale ha invece valore per un altro quinquennio. Con la nuova procedura, l' opzione di utilizzo deve essere comunicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta al quale si riferisce l' agevolazione Patent box, ha durata annuale, è irrevocabile e rinnovabile. A seguito dell' esercizio dell' opzione, il contribuente ripartisce la variazione in diminuzione, riferibile alla quota di reddito escluso, in tre quote annuali di pari importo, da indicare nella dichiarazione dei redditi e dell' imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di esercizio dell' opzione e in quelle relative ai due periodi di imposta successivi. Le imprese interessate ad utilizzare il Patent box devono compilare un prospetto con due sezioni inserendo le informazioni richieste. Le sezioni da fornire Nella sezione «a» l' impresa evidenzia la struttura partecipativa dell' impresa anche in relazione alle imprese associate ed eventi straordinari, evidenzia le operazioni con imprese associate, il modello organizzativo dell' impresa, le caratteristiche del mercato di riferimento e dei principali fattori di competitività. Inserisce la descrizione della catena di valore dell' impresa, evidenzia l' analisi delle funzioni, dei rischi e dei beni dell' impresa. Provvede ad una descrizione dei beni immateriali; questa deve essere fornita attraverso la predisposizione di un elenco dei beni immateriali dell' impresa, inclusi quelli non agevolabili ai fini del Patent box. Deve dare evidenza e descrivere gli IP oggetto di agevolazione Patent box. Deve specificare le attività di ricerca e sviluppo, le eventuali plusvalenze da cessione di IP agevolabili e le somme ottenute a titolo di risarcimento o di restituzione dell' utile da Patent box. Nella sezione «b», l' impresa evidenzia le informazioni di sintesi sulla determinazione del reddito agevolabile, le valutazioni riferibili agli IP oggetto di agevolazione Patent box e riporta il metodo di calcolo adottato. Da questa sezione emerge il calcolo del beneficio spettante all' impresa. La semplificazione per le Mpmi Le microimprese, nonché le piccole e medie imprese, sono stimolate ad utilizzare il Residual Profit Split. In caso di utilizzo diretto, il provvedimento prevede, nell' ambito dell' applicazione del metodo del Residual Profit Split, che le analisi di benchmark di settore siano già pronte. Queste sono identificate sulla base dei codici attività previsti dalla nomenclatura Ateco 2007 e sono messe a disposizione dall' Agenzia delle entrate su richiesta della singola impresa. Il contribuente potrà inviare una formale e specifica richiesta all' Ufficio Accordi preventivi della Direzione Centrale Grandi Contribuenti, tramite e-mail all' indirizzo dc.gc.accordi@agenziaentrate.it o via posta elettronica certificata (Pec) all' indirizzo dc.acc.accordi@pec.agenziaentrate.it. L' Agenzia risponderà inviando i tassi da prendere come riferimento. Le imprese hanno comunque la facoltà di effettuare proprie analisi e, se adeguatamente motivate, possono utilizzarle. Le Mpmi possono predisporre le Sezioni A e B in forma semplificata, fornendo informazioni equipollenti a quelle ivi indicate, coerentemente con le dimensioni della propria struttura organizzativa e operativa. © Riproduzione riservata.