Testata Il Sole 24 Ore
Titolo La frenata riaccende lo scontro sui conti con l' incognita debito
verso la manovra Salvini: «Ci vuole coraggio, no a mezze misure». Tria: «Serve stabilità finanziaria» ROMA Non è la crescita zero del secondo semestre a complicare i conti della legge di bilancio. I numeri della finanza pubblica italiana sono agganciati al tendenziale quasi piatto scritto nel Def di aprile, che vede il Pil viaggiare a +0,1% quest' anno e a +0,6% nel 2020, per mantenersi ai livelli dello zerovirgola anche nei due anni successivi. Le cifre più complicate sono quelle della politica: «L' economia è ferma, serve una manovra coraggiosa», sottolinea subito il leader leghista Salvini per rilanciare le proposte degli «economisti della Lega» che non si accontentano di «mezze cose e mezze misure». Ma nella concorrenza a tutto campo all' interno di una maggioranza che non condivide nemmeno le agende dei vertici con le parti sociali è difficile per ora trovare una linea comune. Dai Cinque Stelle l' altro vicepremier Di Maio rilancia il taglio da 4 miliardi del cuneo fiscale appena proposto a imprese e sindacati senza troppo successo: «Basta con i no», dice di Maio rivolgendosi all' alleato con le stesse parole utilizzate dalla Lega per attaccare il Movimento. Come sempre, nel mezzo di questo botta e risposta si inserisce la linea più prudente del ministro dell' Economia. Tria chiede di «perseverare» negli sforzi pro-crescita «in un contesto di stabilità finanziaria» oltre che di «sostenibilità sociale e ambientale». Perché al di là dei botta e risposta, il problema è quello di riprovare a far andare d' accordo l' esigenza di misure espansive con quella di non far deragliare i conti pubblici. Tentativo non troppo riuscito dall' ultima legge di bilancio, che con la correzione di luglio ha evitato l' infrazione Ue e l' allarme sui mercati ma non ha rianimato la produzione. Ma reddito di cittadinanza, decreto crescita e sblocca-cantieri, ribadisce Tria, «sosterranno la domanda interna nel secondo semestre», quando «la crescita dell' economia italiana dovrebbe gradualmente riprendere». Il +0,2%, posto come obiettivo di quest' anno dal Def quando Tria ha respinto le ipotesi più ambiziose sostenute dai leader di maggioranza, è insomma «ancora raggiungibile. E lo zero del secondo trimestre appena fotografato dalla stima flash dell' Istat «era atteso e riflette in larga parte il rallentamento in atto nell' economia dell' Eurozona». Detto questo, lo zero calcolato dall' Istat anche come crescita acquisita sul piano annuale non sposta molto. Il problema numero uno resta l' aumento del debito pubblico, che nei calcoli ufficiali incorpora 18 miliardi di privatizzazioni oggi giudicate sostanzialmente impossibili dallo stesso governo. Si tratta di un 1% di Pil che promette di far salire ulteriormente il termometro del passivo. Meno complicati i numeri del deficit, con l' azione combinata di maggiori entrate fiscali e minori spese per reddito e quota 100 che promettono un effetto combinato fino a 10 miliardi sui tendenziali del prossimo anno. Ma per sbloccare gli aumenti Iva, garantire il taglio ulteriore del disavanzo, finanziare le spese obbligatorie (pubblico impiego, missioni e così via) e avviare gli interventi sul fisco continuano a servire circa 35 miliardi. Anche accontentandosi delle «mezze misure» che non piacciono a Salvini. © RIPRODUZIONE RISERVATA.