Testata Il Messaggero
Titolo Rifiuti, freno a Cerroni: nei Tmb solo 18 mesi Cantone vigilerà sul bando
LA DECISIONE Sull' immondizia romana ancora smaltita dal gruppo Cerroni passa la linea Cantone. L' impianto della Colari, sotto commissariamento dallo scorso aprile dopo un' interdittiva antimafia, continuerà a ricevere il pattume capitolino, ma solo per i prossimi 18 mesi e non per 5 anni, come avrebbe voluto il consorzio riconducibile all' ex ras di Malagrotta. Regge quindi l' impostazione suggerita dal capo dell' Autorità anticorruzione; il pool di Raffaele Cantone avrà anche il compito di affiancare l' Ama nel prossimo anno e mezzo, seguendo passo passo il bando per individuare il nuovo impianto da 1.250 tonnellate di rifiuti al giorno. Anche se il rischio è che, se il Comune non cambierà strategia sui rifiuti, in assenza di alternative sul mercato, la spunti ancora il gruppo che per decenni ha gestito la spazzatura in regime di monopolio, sempre che venga ritirata l' interdittiva. Per il momento rientra la querelle sulla durata del contratto. Decisivo, ieri, il vertice convocato dal prefetto Paola Basilone, che a questo punto sembra orientata a prolungare il commissariamento del Tmb di Colari (il prossimo 6 ottobre scade il mandato del commissario attuale, Luigi Palumbo, che potrebbe essere affiancato da altri esperti). Al summit hanno partecipato, oltre a Cantone, la sindaca di Roma Virginia Raggi e il segretario generale della Regione Lazio, Andrea Tardiola. «L' accordo - faceva sapere ieri la Prefettura - riconduce in una cornice di regolarità contrattuale un rapporto di fatto protrattosi negli anni, assicurando la continuità del servizio pubblico in vista dell' espletamento della procedura di gara europea». LA QUERELLE L' impresa commissariata strappa quindi un contratto ponte fino ad aprile 2019, anche se il gruppo Colari avrebbe voluto un impegno a lungo termine, per cinque anni. Ma l' Anac aveva dato parere negativo, spiegando che il termine dell' intesa non avrebbe potuto superare di molto la fine del 2018. Ama ora corrisponderà al gruppo privato «un importo mensile determinato sulla base della tariffa fissata dalla Regione e delle quantità effettive di rifiuti conferiti», spiegavano ieri dalla municipalizzata. Negli ultimi mesi del resto, in più di un' occasione, gli impianti di Colari avevano ridotto la quantità di spazzatura trattata, con varie giustificazioni, dimostrando come il sistema di smaltimento dei rifiuti della Capitale sia ancora estremamente vulnerabile. Cantone ieri si è detto soddisfatto per la decisione della Prefettura: «La firma del contratto-ponte è un momento importante per il ripristino della legalità. Non solo perché finora a Roma non esisteva alcun accordo scritto che regolasse lo smaltimento dei rifiuti, ma soprattutto perché al termine del periodo previsto il servizio verrà finalmente assegnato, in maniera trasparente, tramite una gara pubblica». Anche la sindaca Raggi può tirare un sospiro di sollievo: «Per la prima volta il Comune è riuscito a far firmare un contratto alle aziende di Manlio Cerroni. E questo ha dell' incredibile perché fino ad ora per gestire il trattamento dei rifiuti nella Capitale ci sono state solo strette di mano. Mai una gara o un appalto». LA DISCARICA Potrebbero esserci novità anche per l' inceneritore di Colleferro. Ieri l' assessore ai Rifiuti della Regione, Mauro Buschini, ha fatto capire che l' Ama «punterebbe alla trasformazione in una fabbrica di materiali alla luce della chiusura prevista per legge nel 2019». Anche se, ha annotato l' assessore, «è ancora in piedi la fase di riaccensione dell' impianto, ora fermo per manutenzione». L. De Cic. © RIPRODUZIONE RISERVATA.