Testata MF
Titolo Una professione tra luci e ombre
L' odontoiatria italiana è un' eccellenza a livello internazionale, ma il settore si trova ad affrontare una fase ricca di chiaroscuri. Ne parliamo con Giuseppe Renzo, presidente della Commissione Albo Odontoiatri della Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Domanda. Può tracciare uno scenario della professione odontoiatrica in Italia? Risposta. La professione odontoiatrica in Italia viene svolta dagli oltre 60 mila iscritti all' Albo degli odontoiatri, gli unici legittimati alla prestazione delle cure odontoiatriche. La pletora odontoiatrica è un fatto. Il rapporto dentista-cittadino (non paziente) risulta al di sotto di 1/900, quando si definiva ottimale quello di 1/2.000 raccomandato dall' Associazione Medica Mondiale. Non tutti i corsi di laurea italiani in odontoiatria forniscono un buon livello di preparazione e, visto il numero programmato, molti studenti si trasferiscono presso corsi di laurea svolti in paesi comunitari e non. Il risultato è che si continuano a sfornare aspiranti alla disoccupazione o si consegnano giovani allo sfruttamento delle società di capitali. La stragrande maggioranza degli odontoiatri svolge l' attività in regime di libera professione privata anche perché, purtroppo, il Ssn non è in grado di assumersi gli oneri relativi all' offerta delle cure odontoiatriche, che risultano oggettivamente onerose. I costi per le cure di qualità sono pressoché incomprimibili e l' inaccettabile scontistica di tipo commerciale può portare solo a due risultati: scarsa qualità o scarsa sicurezza nelle cure. Occorre ripristinare per legge il «tariffario minimo» a tutela del cittadino e della dignità del professionista. D. Quali sono le maggiori problematiche che gli odontoiatri affrontano oggi in Italia? R. Il problema dell' abusivismo e del prestanomismo rimane ancora in tutta la sua gravità e l' attuale art. 348 c.p. non consente di punire in modo serio un reato che pone in pericolo la salute pubblica. Giacciono in Parlamento numerose proposte di legge dirette a sanzionare in modo maggiormente dissuasivo l' esercizio abusivo, ma non si riesce a ottenere una legge che reprima in modo serio questo reato, oggi punito in modo ridicolo (multa di poche centinaia di euro e sequestro temporaneo degli strumenti). Ritengo, però, che il problema più delicato riguardi il tentativo di trasformare la professione odontoiatrica, quale professione intellettuale, in una sorta di impresa che fornisce servizi di carattere commerciale e aziendale in cui risulti prevalente la legge della domanda e dell' offerta e le relative ricadute economiche. L' odontoiatra è un medico che si occupa delle patologie del cavo orale e non un imprenditore che ha lo scopo soltanto di realizzare profitti di carattere commerciale. Pur essendo aperti al futuro e accettando che l' attività odontoiatrica sia svolta anche dai professionisti organizzati nelle StP, non possiamo accettare che società esclusivamente commerciali possano porsi come dirette contraenti e responsabili delle cure nei confronti dei pazienti e dei cittadini in genere. D. Come interviene, in questo ambito, la recente legge sulla Concorrenza? R. Questa legge prevede la possibilità per una società commerciale di entrare nell' attività odontoiatrica con la sola garanzia della presenza di un direttore sanitario iscritto all' albo, senza prevedere peraltro quali requisiti professionali questo sanitario dovrebbe possedere. Si verrà a creare una disparità fra le strutture pubbliche che avranno un direttore sanitario in possesso di requisiti professionali previsti dalla legge e le strutture private che potranno affidare questo incarico magari a un neo laureato non in grado di offrire le necessarie garanzie di esperienza e professionalità. D. Come si sta evolvendo la professione? R. L' odontoiatra, forse perché è un libero professionista, da sempre dovrebbe essere sempre attento alle evoluzioni della tecnica e alle nuove possibilità che l' era digitale offre per migliorare l' attività. Questa è la miglior garanzia di aggiornamento professionale e culturale aldilà degli aspetti burocratici che speso avviliscono i medici inseriti nelle strutture pubbliche del Ssn. Conta utilizzare gli strumenti tecnologici e informatici per quello che possono offrire in ragione del miglioramento degli aspetti tecnico-organizzativi. Ci opporremo sempre, invece, a una visione che possa inquinare il rapporto diretto fra medico e paziente, elemento fondamentale e non surrogabile per il successo delle cure.