Testata Italia Oggi
Titolo Industria 4.0, corsa per i competence center. In due step
Novità sul numero e sull' apertura «bando competence center» del piano industria 4.0. Il bando non dovrebbe prevedere un numero predefinito di competence center, ma sarà legato alle proposte delle diverse università partecipanti. E alle risorse economiche disponibili. L' apertura del bando è prevista entro fine 2017. Infatti, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, per la piena operativa della misura dobbiamo attende ancora due passaggi. Il primo è il via libera della Corte dei conti, con la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale MiSe e Mef (già firmato dai ministri Carlo Calenda e Pier Carlo Padoan e inviato il 13 settembre alla Corte dei conti), contenente i criteri in base ai quali verranno selezionate le università italiane intorno a cui dovranno istituirsi i poli di eccellenza. Il secondo passaggio consiste nell' apertura del bando (entro la fine di quest' anno), al quale gli atenei interessati parteciperanno mettendo in campo i rispettivi progetti. Il decreto interministeriale è attuativo dell' articolo 1, comma 115, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (c.d. legge di Bilancio 2017). A disposizione del piano Industria 4.0 «30 mln di euro», 20 mln di euro per l' anno 2017 e 10 mln di euro per l' anno 2018. Cosa sono i centri di competenza. I centri di competenza saranno «pochi e selezionati» e agiranno a livello nazionale. Scaturiranno, si legge nel piano del governo, da un «forte coinvolgimento di poli universitari di eccellenza e grandi player privati», con il contributo di «stakeholder chiave (per esempio centri di ricerca e startup ecc.). Essi dovranno occuparsi di: - formazione e awareness sull' industria 4.0; - live demo sulle nuove tecnologie e accesso a best practice, sempre nell' ambito della quarta rivoluzione industriale; - advisory tecnologica delle pmi su Industry 4.0; - lancio ed accelerazione di progetti innovativi e di sviluppo tecnologico, - supporto alla sperimentazione e produzione «in vivo» di nuove tecnologie 4.0; - coordinamento con centri di competenza europei. La relazione illustrativa della bozza di decreto ministeriale sui competence center parla infatti della costituzione di «centri di competenza ad alta specializzazione aventi lo scopo di promuovere e realizzare progetti di ricerca applicata, di trasferimento tecnologico e di formazione su tecnologie avanzate». I finanziamenti serviranno per promuovere la collaborazione tra l' università e le imprese nell' ambito di progetti di ricerca a medio-lungo termine. Le risorse verranno erogate a bando, a favore di partenariati pubblico-privati, prevedendo una condivisione dei rischi connessi alle attività di ricerca con le imprese, alle quali verranno imposti meccanismi di cofinanziamento e «matching» delle risorse. La gestione e l' organizzazione della partnership, che sceglierà la forma giuridica che riterrà più opportuna in base alla composizione del partenariato (società di capitali o enti non profit, ad esempio, nella forma dell' associazione) potranno essere regolate dalla redazione di contratti dei diritti di proprietà intellettuale. Nel caso in cui la partnership non disponga di un luogo fisico, presso cui condurre le ricerca, potrà investire parte dei fondi aggiudicati per costruire le infrastrutture, sempre presso un campus universitario o la sede di un centro di ricerca.