Testata Il Fatto Quotidiano
Titolo Assistenti sociali senza protezioni. In 9 casi su 10 subiscono aggressioni
Quasi nove assistenti sociali su dieci hanno subito un' aggressione, quantomeno verbale. Che si tratti di un insulto, di una minaccia, di un pugno, di fatto tutti i professionisti - circa 40 mila e quasi sempre donne - del sostegno alle persone in difficoltà hanno dovuto fare i conti con questo peculiare rischio del mestiere. Episodi che vanno considerati fisiologici, quando si è a stretto contatto con il disagio, ma non sembra si faccia abbastanza per prevenirli e tutelare queste lavoratrici. Questo racconta uno studio che questa mattina, al Consiglio nazionale dell' Economia e del Lavoro (Cnel), sarà presentato dall' Ordine degli assistenti sociali. Il report dice che solo il 6,8% di questi operatori è di sesso maschile. Ben l' 88,2% degli intervistati ha dichiarato di essere stato vittima di intimidazioni o offese. Il 15,4%, invece, ha subito vere e proprie violenze fisiche e in 872 casi l' aggressore ha utilizzato anche un' arma. "Nei nostri uffici - ha spiegato una professionista che lavora nel servizio pubblico in Toscana e preferisce restare anonima - qualsiasi oggetto può diventare un pericolo. A me per esempio è capitato di vedere una collega ferita da una scrivania ribaltata". Quando si è costretti a comunicare circostanze come l' allontanamento dei figli, le reazioni scomposte sono frequenti. Proprio perché sono accadimenti prevedibili andrebbero adottate misure per evitarli: "A volte le nostre sedi sono frequentate da soggetti più difficili, come tossicodipendenti - ha aggiunto l' operatrice - e almeno durante quei momenti bisognerebbe dotare le strutture di addetti alla sicurezza". Sette intervistati su dieci, però, affermano che non sono disponibili metodi per identificare persone con storie di violenza alle spalle. Il 64,6% degli operatori, inoltre, denuncia l' assenza di procedure di emergenza e solo il 18,4% ritiene di aver ricevuto una formazione adeguata sulla gestione degli utenti difficili. I settori più esposti, secondo la ricerca, sono i servizi a tutela dei minori e degli adulti in difficoltà. "Una volta - ha raccontato la nostra interlocutrice - una persona con problemi famigliari mi ha sputato in faccia". Anche la carenza di organico contribuisce a limitare la sicurezza: "I servizi sociali - ha affermato Barbara Rosina, coordinatrice dell' indagine - hanno forze inadeguate". Secondo il presidente dell' Ordine, Gianmario Gazzi, "la sfiducia e la rabbia dei cittadini verso le istituzioni si scarica su questi operatori". Un' altra risultanza dello studio è che gli episodi di aggressione, soprattutto verbale, siano aumentati negli ultimi cinque anni, un' impennata dovuta probabilmente alla crisi economica.