Testata Italia Oggi
Titolo Equo compenso per tutti
Professioni associative al riparo (insieme alle ordinistiche) sotto l'«ombrello» del riconoscimento dell' equo compenso: è l' orientamento emerso ieri nella commissione lavoro del senato, dove è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge 2858. Fra le poco meno di sessanta proposte correttive del testo, spicca quella del suo firmatario, il presidente dell' organismo parlamentare Maurizio Sacconi (Epi), in cui «si presume, fino a prova contraria, manifestamente sproporzionato all' opera professionale e non equo un compenso di ammontare inferiore agli usi rilevati ed accertati con decreto del ministro dello sviluppo economico, anche avvalendosi delle camere di commercio» ed interpellate le associazioni nelle quali sono riunite le diverse categorie di lavoratori autonomi iscritte all' elenco della legge 4 del 2013 (all' articolo 2, comma 7), che ha disciplinato le professioni non regolamentate. Il «problema» delle remunerazioni ingiuste «esiste per tutte le professioni», tuttavia, mentre per quelle ordinistiche è stata «semplice» la strada dell' utilizzo dei parametri «di cui già disponiamo» usati dai giudici nel contenzioso (ed emanati dai ministeri vigilanti degli Ordini), per le altre «bisognava individuare una soluzione differente e inattaccabile: ho chiesto aiuto, perciò, ad alcuni esperti di antitrust, che hanno buona conoscenza della disciplina europea della concorrenza», formulando uno schema che chiama in causa «quegli usi che il ministero dello sviluppo economico può rilevare, attraverso il sistema camerale», spiega a ItaliaOggi l' ex ministro. Con tale impostazione, viene considerata, quindi, «nulla ogni clausola, o patto che determina un eccessivo squilibrio contrattuale tra le parti in favore del committente, prevedendo un compenso non equo», recita l' emendamento di Sacconi. Tra le iniziative parlamentari, ce n' è una a prima firma del senatore del Pd Pietro Ichino (e, a seguire, appoggiata dai colleghi senatori del centrosinistra Stefano Lepri, Nicoletta Favero e Maria Spilabotte), che ha come obiettivo, riferisce l' autore del testo, «di allargare il discorso all' intera platea del lavoro autonomo e, in particolare, alla parte più debole di essa, cioè quella non coperta da ordini e albi», nonché di «limitare l' intervento alla fissazione di un «minimum wage» (salario minimo, ndr) universale, e non alla fissazione di minimi differenziati in relazione alla diversa qualità professionale delle prestazioni»; inoltre, per le prestazioni «non contrattualmente misurate, in relazione all' estensione temporale», come «la consegna di una pizza», si prevede che «il decreto ministeriale, nel determinare la retribuzione minima, tenga conto del tempo in media normalmente necessario per l' esecuzione» del singolo servizio. L' esame del provvedimento riprenderà oggi nell' XI commissione di palazzo Madama. © Riproduzione riservata.