Testata Libero
Titolo Via libera al cumulo gratuito Più facile andare in pensione
Via libera del ministero del Lavoro al cumulo gratuito dei contributi previdenziali per i professionisti. E non si tratta di pochi avvocati, giornalisti, medici o ragionieri da accontentare. Secondo le simulazioni dell' attuario dell' Inps a richiedere la pensione attraverso il meccanismo del cumulo gratuito saranno circa 7.000 persone nel 2017, 15mila nel 2018, fino a arrivare a 100mila tra dieci anni. Il problema (o meglio l' incognita), è che neppure l' Inps o via Flavia riescono al momento a computare il costo di questa operazione. Le 19 casse previdenziali dei professionisti (quasi 2,7 milioni di iscritti tra attivi e pensionati), sono almeno 10 mesi che aspettano un chiarimento normativo del governo. Ipotizzare il cumulo contributivo gratuito per i singoli bilanci, infatti, rischia(va) di mandare in malore la sostenibilità dei singoli enti. C' è chi ha conteggiato un extra-costo vicino ai 300milioni. Che l' Inps, con un evasione stimata in 10/11 miliardi, proprio non si può permettere di sostenere. E neppure le singole casse. La riforma Fornero prevede che senza la sostenibilità per almeno 50 anni scatti il commissariamento nell' Inps. Anche per questo le casse hanno chiesto al governo - che nell' autunno scorso non aveva considerato queste problematiche introducendo la facoltà con la legge di Stabilità - un chiarimento. Soluzione finalmente trovata a livello normativo. Anche se non si conosce chi sosterrà l' aggravio. La soluzione tecnica (insieme alla critica del presidente Boeri: «Una legge scritta male»), è stata trovata dall' Inps: sostanzialmente ogni ente previdenziale sarà competente pro-quota. Viene concessa la possibilità di utilizzare subito il cumulo per il diritto alla pensione, mentre per quanto riguarda l' importo dell' assegno l' Istituto versa subito l' assegno di sua competenza (tecnicamente sarà un anticipo della pensione), mentre quello vero per i contributi versati arriverà al pensionato «al raggiungimento dei requisiti». Il problema è che il governo nel 2016 aveva scritto la norma sul cumulo senza tenere conto che ciascuno dei 19 enti ha requisiti diversi. Insomma, la norma era inapplicabile. Ora il ministero del Lavoro ha dato il nulla osta per il «cumulo gratuito dei periodi assicurativi non coincidenti», ovvero dei contributi previdenziali versati alle casse di previdenza dei professionisti. Resta da vedere come si garantiranno pari diritti (cumulo gratuito), a chi pur di andare in pensione sta pagando, un costoso piano di ricongiunzione a titolo oneroso. Risolto (forse), il problema del cumulo gratuito si apre il tavolo di trattativa tra governo e sindacati sui ventilati interventi previdenziali. Con la legge di Stabilità 2018 il governo oltre a dare "copertura normativa" al provvedimento dell' anno scorso, dovrà quindi garantire parità di trattamento. Oggi - ha assicurato il consigliere economico di Palazzo Chigi Marco Leonardi - il ministero del Lavoro deciderà la data della convocazione dei sindacati per proseguire il confronto sulle pensioni. Probabilmente entro la prossima settimana. riproduzione riservata Centinaia di falsi prodotti italiani, confezionati da aziende dei cinque continenti sono stati sequestrati all' Anuga di Colonia, la più importante fiera alimentare europea. Spaghetti Banetti, Pasta Dona Mia e ancora Spaguetti La Parmigiana, conserva di pomodoro Tomatino. E poi il Parmesan della Kraft e la pasta alla bolognese in scatola Morca-Della. I sequestri sono stati possibili grazie al supporto del desk predisposto alla fiera da Cibus-Federalimentare che si è valso dell' aiuto di uno studio legale specializzato. Dopo lo scontro a colpi di comunicati e note avvelenate, tra i protagonisti della vicenda Ilva, fioriscono i primi (timidi) tentativi di trovare un' intesa. A gettare le basi per riaprire la trattativa l' erede della dinastia indiana dell' acciaio, Aditya Mittal: «Vogliamo trovare una soluzione insieme a governo, istituzioni locali e sindacati per un futuro sostenibile di Ilva». A meno di 24 ore dallo scontro con il ministero dello Sviluppo Economico, Mittal, cerca di riannodare i fili del dialogo. «Speriamo di poter proseguire con le discussioni e trovare un punto d' accordo», ha glissato il direttore finanziario (Cfo) di ArcelorMittal, capofila della cordata Am Investco Italy che ha acquisito gli asset della acciarieria. Anche dall' altro lato della barricata, dal governo, giungono segnali di pace. «Fare ripartire la trattativa sull' Ilva. Questo è, da oggi, l' imperativo categorico che abbiamo dinanzi», ha scandito il viceministro Teresa Bellanova che segue direttamente tutta la vicenda fin dal commissariamento, ricordando forse più ad uso politico che agli imprenditori francoindiani che «l' Ilva è una questione nazionale». E che si tratta della «difesa di un segmento strategico per il nostro sistema-Paese». Che, seppure a scartamento ridotto, «continuare ad essere la seconda manifattura d' Europa». C' è da vedere come governo, azienda e sindacati riusciranno a conciliare costi, posti di lavoro e sostenibilità economica. Tanto più che ora l' alchimia si complica con la partita politica-elettorale dei prossimi mesi. L' Ilva rappresenta un polo strategico ma anche un bacino occupazionale tutt' altro che trascurabile. Gli oltre 14mila dipendenti dell' acciaieria pesano nell' urna. E con loro gli addetti dell' indotto e tutti i familiari. La cassintegrazione e i contratti di solidarietà (per l' equivalente di 3.300 addetti a rotazione), hanno tenuto bassa la tensione negli ultimi 4 anni. Soltanto ipotizzare di rivedere la parte economica e normativa del contratto ha già scatenato antiche tensioni. Tanto più che la cessione dell' Ilva prevede quasi 4mila esuberi, che però resteranno in carico alla gestione commissariale (la società Ilva spa), con la garanzia di continuare ad avere un posto di lavoro. Non più in altoforno ma impegnati nella bonifica dell' area fino al 2024. La dote finanziari prevista è di 1 miliardo 83 milioni. Ovvero una bella fetta dei soldi sequestrati ai Riva in Svizzera. AN. C. riproduzione riservata.