Testata La Gazzetta del Mezzogiorno
Titolo «Padre Pio», ancora più cupo il futuro dei 160 dipendenti
CAPURSO. La revoca dell' accreditamento per il presidio di riabilitazione «Padre Pio» non è più sospeso giudizialmente, quindi diviene, fino all' eventuale diversa sentenza di merito, efficace. Nei fatti, precipita nuovamente la situazione per gli oltre 160 dipendenti, in arretrato con gli stipendi, e sempre sull' alta lena amministrativa e giudiziaria a causa del braccio di ferro tra gestore e Asl-Regione, oltre all' intricata matassa interpretativa congiunta di normative. Il 24 luglio scorso la Regione aveva decretato la revoca dell' accreditamento al gestore Gms spa, rigettando anche l' istanza di voltura alla Mefir spa cui nel frattempo era stato affittato il ramo d' azienda. Il Tar barese aveva accolto il ricorso in via cautelare sospendendo la decisione regionale, ma il Consiglio di Stato ha ri baltato tale decisione, ritenendo che la Regione abbia correttamente applicato la legge. Il collegio romano ha ritenuto preminente l' interesse pubblico a non far proseguire l' accre ditamento di un servizio sanitario nei confronti di un soggetto che non riesce a far fronte regolarmente agli impegni contributivi e retributivi. «Una sentenza emblematica commenta Domenico Ficco, segretario generale della Cgil Fp -. Una sentenza che dimostra quanto siano esigibili regole scritte in maniera semplice e inequivocabile. Alla scrittura di quelle regole abbiamo contribuito in maniera fattiva, con il supporto fondamentale del segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, sollecitando tutti i consiglieri regionali. Oggi, possiamo dirlo con orgoglio, l' articolo di legge regionale richiamato nella sentenza è opera della Cgil che lo ha suggerito e dei consiglieri Bor raccino e Colonna che lo hanno presentato come emendamento (poi votato all' unanimità). Oggi - continua Ficco - si sancisce definitivamente la revoca degli accreditamenti di quella struttura a causa di una inadempienza retributiva perpetrata nel tempo, e inevitabilmente il tutto si tramuta in un problema occupazionale. Avevamo pensato anche a questo. Se solo il Consiglio regionale che ha approvato la legge avesse previsto la nostra proposta di clausola di salvaguardia, non avremmo avuto neppure questo problema. Martedì (domani, ndr) in task force regionale pretenderemo nei fatti che oltre alla continuità delle prestazioni sanitarie ci siano garanzie alla continuità occupazionale dei 160 instancabili e impeccabili lavoratori». L' attenzione si sposta quindi alla task force regionale sull' oc cupazione che, dopo un primo incontro, si riunirà nuovamen te domani. La vera emergenza rimane quella del futuro dei lavoratori. Saranno ricollocati o per loro si apre un periodo davvero grigio? «I 160 dipendenti - dice Nicola Brescia, segretario dell' Usppi - sono giustamente preoccupati. La task force regionale sull' occupazione si dovrà far carico di trovare una soluzione per loro, con rispettive famiglie, che, nei prossimi giorni, saranno sul lastrico».