Testata La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Basilicata)
Titolo «Il Css non influisce quantitativamente e qualitativamente sull' aria del territorio»
«L' incremento di utilizzo di rifiuti non pericolosi, come i Combustibili solidi secondari, (Css) in sostituzione dei combustibili tradizionali non influisce quantitativamente e qualitativamente sulla qualità dell' aria». Lo dichiara in una nota la direzione dell' Italcementi. «L' autorizzazione all' utilizzo di Css renderà la cementeria di Matera un impianto ancora più efficiente ed "euro peo". La sostituzione di parte del pet -coke oggi utilizzato con un combustibile derivato dalla selezione e dal trattamento dei rifiuti consentirà di trasformare un problema (i rifiuti non più riciclabili dopo la raccolta differenziata) in una risorsa energetica a "kilometro zero"». «Con l' autorizzazione regionale - prosegue la nota - che aggiunge ulteriori controlli ai numerosi monitoraggi già attualmente attivi in cementeria, l' im pianto di Matera, dunque, si allinea agli standard europei di sicurezza e sostenibilità ambientale, ai quali anche l' Ita lia punta ad adeguarsi. L' utilizzo dei Css nelle cementerie è infatti ampiamente riconosciuto come "buona pratica ambientale", al punto da far parte di un percorso che Italcementi ha condiviso con il Governo: nel luglio del 2009, a Palazzo Chigi, è stato infatti siglato un "Patto per la tutela dell' Ambiente" che prevedeva, tra l' altro: Revamping di alcuni degli impianti di produzione dice mento finalizzati all' incremento dell' ef ficienza energetica e ambientale delle unità produttive: sono stati portati a termine, per quanto riguarda l' Italia, i revamping degli impianti di Matera (2011) e Rezzato (2014); Interventi tecnologici per la sostituzione di una parte di com bustibili fossili utilizzati negli impianti di produzione di cemento con combustibili derivati da rifiuti. Sono stati avviati in tal senso iter autorizzativi per l' ampliamento dell' utilizzo dei Combustibili Alternativi a Matera (2013) e a Calusco d' Adda-BG (2014)». «Dunque - continua il comunicato l' utilizzo dei Css è una soluzione ambientale positiva, approvata dal Ministero dell' Ambiente. Del resto, in Europa l' uso dei combustibili alternativi nei cementifici è una pratica largamente diffusa, ed è riconosciuta come Migliore Tecnica Disponibile (Bat, Best Available Technique). L' utilizzo di combustibili alternativi nel processo produttivo riduce infatti le emissioni di CO2 e il ricorso a combustibili di origine fossile non rinnovabili, non ha impatti negativi sull' operatività degli impianti, sull' ambiente e sulla qualità del cemento». «Per quanto riguarda l' utilizzo di Css nella Cementeria di Matera, le tipologie di combustibili alternativi che si intendono utilizzare sono plastiche e gomme (scarti eterogenei di imballaggi in plastica altrimenti non riciclabili). Materiali la cui combustione, alle altissime temperature dei forni da cemento (sino a 2000°, rispetto ai 900° degli inceneritori), valorizza l' energia in essi contenuta senza produrre alcun tipo di residuo. La certificazione di qualità dei Css agli standard previsti - aggiunge il comunicato - è assicurata da campionamenti e analisi rispondenti a norme precise di qualità con laboratori accreditati e personale qualificato lungo tutta la filiera. È fondamentale per Italcementi rivolgersi a fornitori e operatori qualificati che siano in grado di superare gli stringenti criteri di validazione applicati e di garantire forniture costanti e omogenee, anche per assicurare la qualità del cemento. I Css che si intendono utilizzare sono bene definiti e assolutamente tracciabili nella filiera che porta alla cementeria». «I controlli sulle emissioni - conclude la nota - per quanto riguarda la qualità dell' aria, il rispetto dei limiti emissivi è certificato da un sistema di Monitoraggio in continuo delle Emissioni (Sme), che è sottoposto alle verifiche annuali previste dalla normativa (D.Lgs. 152/06), effettuate da laboratori esterni accreditati e da personale qualificato. Il manuale di gestione dello Sme è stato approvato da Arpab. I valori medi sono registrati e pubblicati in internet sul sito del Comune».