Testata Il Sole 24 Ore
Titolo Petrolio e gas restano ancora centrali per il futuro
Strategia deriva dal greco strateghòs, comandante militare, perché chi ha un ferreo controllo dell' azione può raggiungere l' obiettivo. L' Italia ha un urgente bisogno di strategia nazionale per unire un paese sfilacciato, diviso, impoverito dalla deindustrializzazione. Il tentativo, encomiabile, lo fa nell' energia, ma i risultati deludono, mentre spiccano intendimenti da rivoluzione verde che rischiano di assecondare la deriva populista in atto. Clamoroso è il silenzio sulla produzione nazionale di gas e petrolio, gli idrocarburi, quelli che ancora oggi coprono il 70% dei nostri consumi di energia: nel 2016 119 milioni di tonnellate di petrolio equivalente (tep) su un totale di 169 milioni tep. La nostra prima società industriale, quella che guida il nostro listino azionario e quella che ha dato le migliori soddisfazioni allo Stato circa le privatizzazioni, è l' Eni, che sta per Ente Nazionale Idrocarburi, una delle grandi compagnie petrolifere internazionali. La nostra storia energetica, comune a tutti i Paesi europei, è fatta dal gas e dal petrolio: il primo ha permesso negli ultimi 20 anni di ottenere miglioramenti ambientali nella produzione elettrica, in termini di riduzioni delle emissioni di CO2, pari a quelli delle fonti rinnovabili, senza però far pagare ai consumatori gli incentivi. Il petrolio, è ancora la prima fonte, in quanto nei trasporti conta ancora per il 97%. La Sen 2017 aggiorna quella del 2013, dove uno dei quattro obiettivi era proprio lo sviluppo delle risorse energetiche nazionali. Così fanno tutti i paesi del mondo e così avevano fatto nel Piano Energetico Nazionale (Pen) del 1988, in quello del 1981 e in quello del 1975. Enuncia la sicurezza delle forniture energetiche, ma poi si dimentica delle risorse minerarie nazionali. Quella del 2013 indicava come obiettivo per il 2020 una produzione di gas e petrolio di 24 milioni di tep, contro l' allora 12, sceso a 9 nel 2017. Oggi, invece, è sparito ed è lecito dedurne che sia diventato zero, in maniera coerente con chi ritiene, secondo la vulgata di una rivoluzione verde acritica e apodittica, che si possa fare a meno dei fossili entro pochi mesi. L' Italia è uscita dalla povertà della guerra grazie anche all' estrazione di gas nella Pianura Padana, con lo sviluppo di competenze di geologia e di impiantistica delle nostre scuole su cui il partigiano Mattei, vero comandante militare, ha costruito le imprese fatte di uomini, ferro e tecnica che tutto il mondo ci invidia: oltre al cane a sei zampe, Saipem, Snam, la parte di General Electric che una volta era il Pignone, per non parlare delle altre centinaia di imprese minori. Sono tutte leader nel mondo, dove gli investimenti su gas e petrolio sono abbondanti: nel 2017 saranno in ripresa a 600 miliardi di dollari. Dimenticare tutta questa industria, oltre che un' offesa, è farsi del male. La nuova Strategia sembra puntare tutto sugli obiettivi "verdi" che devono necessariamente attenersi a quelli comunitari, molto ambiziosi, sui quali trova un po' di condivisione, molto facile, quasi tutta la politica italiana. Viene giustamente ricordato che l' Italia ha già fatto tanto e può anche fregiarsi di essere la prima della classe, in quanto ha raggiunto gli obiettivi del 2020 con cinque anni di anticipo. Come tutti i pasti, anche questo, però, non è stato gratis, anzi; circa 16 miliardi di euro all' anno come certificato pochi giorni fa dal Gestore dei Servizi Energetici. Si punta alla competitività dei prezzi dell' energia per le imprese e per le famiglie che, invece, da sempre soffrono di un distacco dell' ordine del 30%. Pensare di ridurre i prezzi accelerando sulle rinnovabili, costruendo, per queste, più infrastrutture e chiudendo le poche centrali a carbone che abbiamo è impossibile. Le nostre imprese lo sanno bene quando guardano una bolletta e si trovano che un 20-30% riguarda gli incentivi alle rinnovabili. Citare l' innovazione e l' efficienza va bene, ma distrae ancora una volta dai problemi dei maggiori costi del nostro sistema energetico sui quali, ancora una volta, si preferisce sorvolare. © RIPRODUZIONE RISERVATA.