Testata Il Messaggero
Titolo Via libera al piano energetico nazionale: addio al carbone nel 2025 e più rinnovabili
IL DECRETO ROMA Addio al carbone per la produzione di energia elettrica entro il 2025 e target più alti per le rinnovabili. E poi corposi investimenti sulle reti così da diversificare le fonti e le rotte di approvvigionamento del gas, per ridurre quello che il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha definito «il tallone d' Achille d' Italia», ovvero la dipendenza energetica dall' estero, che dovrà passare dal 76% del 2015 al 64% del 2030. Il governo ieri ha dato il via libera al decreto interministeriale (Mise-Ambiente) che vara la Strategia energetica nazionale (Sen). Intanto per avere aria più pulita nelle città si sta pensando a un provvedimento per svecchiare il parco auto circolante, con incentivi per chi compra auto elettriche e ibride. «In questo modo nei prossimi 10-15 anni l' Italia sarà un Paese più sano e competitivo» ha commentato il premier Paolo Gentiloni. Con «un sistema più sostenibile dal punto di vista ambientale e più competitivo sul piano economico. Due obiettivi che un tempo sembravano in contraddizione e che oggi sono in evidente coincidenza» ha concluso il premier. Il piano prevede, come investimenti addizionali al 2030, nel complesso 175 miliardi dedicati alla crescita sostenibile, di cui 30 miliardi per reti e infrastrutture di gas ed elettriche, 35 per le fonti rinnovabili e 110 per l' efficienza energetica. Gli investimenti in ricerca e sviluppo tecnologico clean energy raddoppiano, passando da 222 milioni nel 2013 a 444 milioni nel 2021. La novità maggiore sta nell' uscita completa, al 2025, dal carbone negli impianti termoelettrici. Un' uscita che traccia la strada verso la decarbonizzazione totale, per raggiungere, rispetto al 1990, una diminuzione delle emissioni del 39% al 2030 e del 63% al 2050. Per quanto riguarda le rinnovabili, il piano prevede una quota del 28% di rinnovabili sui consumi complessivi(nel 2015 erano al 17,5%), che diventa del 55% su quelli elettrici (rispetto al 33,5% del 2015), del 30% per gli usi termici (19,2% ne 2015). (6,4% nel 2015). Per realizzare il piano sarà necessario stilare (d' accordo con gli enti locali) l' elenco delle infrastrutture necessarie oltre auna serie di provvedimenti ad hoc. Per quanto riguarda l' incentivo a compare nuove auto, Calenda ha spiegato che non si tratterà di «una rottamazione vecchia maniera, ma una transazione verso auto elettriche, gas e ibride». Da questo punto di vista l' obiettivo finale - ha detto il ministro dell' Ambiente Gianluca Galletti - è quello di avere «quasi 5 milioni di macchine elettriche al 2030». Giusy Franzese © RIPRODUZIONE RISERVATA.