Testata La Stampa
Titolo La via obbligata per salvare vite
Se per incanto gli uomini cessassero tutti insieme e nello stesso momento di produrre energia e beni con i combustibili fossili, da quel momento ci vorrebbe mezzo secolo per riportare le temperature medie dell' atmosfera e degli oceani al livello di oggi. L' inerzia del pianeta è tale che le temperature continuerebbero a salire, pur in presenza di uno stop globale. Di questo deve aver tenuto conto il governo nel produrre la nuova strategia energetica nazionale. Ma forse, visto il profilo «ambientalista» del presidente del Consiglio, si è tenuto conto anche di anni di battaglie a favore della salute dei cittadini e del pianeta, prime fra tutte quelle per la chiusura definitiva delle otto centrali a carbone italiane (in anticipo sulla magistratura) entro il 2025. Un risultato davvero positivo che costringe a un ripensamento nella produzione di energia elettrica anche da parte di chi aveva investito e creduto nel combustibile più sporco che il pianeta ha prodotto. È bene chiarire che si tratta solo in parte di un obiettivo politico: cioè ci vorrà un potere decisionale chiaro e forte e va tracciata la road map, ma non sono possibili alternative, come forse può far erroneamente pensare la produzione di energia della più grande superpotenza mondiale (per ora), gli Usa, che continua a produrre quasi la metà del suo fabbisogno per questa via. Dunque una via obbligata, se si vogliono evitare i milioni di morti all' anno in più rispetto alle statistiche «normali» per l' inquinamento atmosferico. Tanto obbligata che anche in Cina il programma di costruzione di nuove centrali a carbone ha subito un drastico ridimensionamento: la prima mossa se si voleva evitare di vedere morire avvelenati per strada passanti e lavoratori. Se la strategia diventerà operativa entreremo decisamente nella fase di transizione energetica e nella riconversione ecologica e l' Italia lo farà anche andando oltre gli obiettivi posti dai summit mondiali sul clima o dalla Ue. Una volta tanto all' avanguardia anche quando si tratta di ambiente. Con qualche pecca, però. Una su tutte continuare a puntare sul gas che, se pure migliore rispetto a tutti gli altri idrocarburi per performance ambientali, inquina sempre profondamente e non consente di allentare la morsa del riscaldamento globale. Inoltre storna investimenti che ormai debbono essere tutti concentrati su forme di produzione totalmente decarbonizzate. Del resto i sapiens sono passati dal carbonio puro (legna e carbone) agli idrocarburi (carbonio e idrogeno) e andranno, forse, verso l' idrogeno in un prossimo futuro. Nel frattempo, però, non si può ancora restare attaccati al mondo vecchio e sporco: i combustibili fossili erano un cavallo di Troia che ha ingannato generazioni di uomini e sporcato all' inverosimile un pianeta delicato. Qualcuno inizia a capirlo. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.