Testata La Stampa
Titolo Carbone, la Sardegna spera in una proroga
Il go verno immagina di chiudere tutte le centrali a carbone nel 2025 ma la Sardegna rischia di non fare in tempo: nell' isola delle miniere l' energia si produce dal carbone ancora per il 78 %. Le ciminiere a carbone in Sardegna sono due. Nelle gallerie del Sulcis l' estrazione è stata fermata e dal 2013 tutta la materia prima per alimentare le due grandi centrali arriva via mare. A bordo di grandi navi che riforniscono gli impianti di Portovesme e anche quello di Fiumesanto, tra Sassari e Porto Torres. A Cagliari sognano di ottenere una proroga dei termini previsti dal governo. Anche perché nel Sulcis si ipotizza addirittura di costruire una nuova centrale a carbone. Può sembrare un paradosso ma il progetto, ovviamente contestatissimo, sarebbe l' unico modo per far ripartire l' attività dell' Eurallumina, una grande fabbrica chiusa dal 2009. La società ha scritto un piano di rilancio, anzi sarebbe pronta a rimettere in moto gli impianti nel giro di qualche mese, ma prima chiede che di avere l' autorizzazione per la nuova centrale. E per questo gli operai protestano quasi quotidianamente sotto gli uffici della Regione. La grande miniera di Nuraxi Figus ha fornito tutto il carbone che ha illuminato e messo in moto la Sardegna per molti decenni. Ma nel 2018 qui si chiudono i cancelli e la società regionale che la gestisce dovrà trovare un nuovo business. Gli operai in servizio ora hanno cambiato lavoro: più che di scavare nelle viscere della terra si occupano di mettere in sicurezza le gallerie. E dopo lo stop definitivo all' estrazione, imposto dall' Unione europea, si tentare di far partire i progetti di risanamento e riconversione. «Ci sono idee ambiziose ma ancora è tutto sulla carta - racconta Elisabetta Fois della Cgil -. Uno dei progetti riguarda la cattura di gas che potrebbero essere utili alla medicina e anche l' utilizzo alternativo dei materiali di scarto che sono già presenti in miniera». Comprese le cinquemila tonnellate estratte e mai vendute. Nel frattempo, le due ciminiere della centrale Grazia Deledda divorano un mix di carbone (d' importazione) e olii pesanti. Ma considerando che le grandi industrie «energivore» in questa zona dell' isola sono rimaste poche, la gran parte dell' energia che finisce in rete è necessaria per alimentare i consumi quotidiani. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.