Testata La Stampa
Titolo Articoli, interviste, poesie: raccontateci i cambiamenti climatici
Un articolo, un saggio, un' intervista o una poesia. E i migliori studenti del Piemonte possono vedere i loro lavori pubblicati su «La Stampa». Argomento montagna o, meglio, i cambiamenti climatici. E la montagna, soprattutto i ghiacciai, sono il miglior indice delle variazioni di temperature, oltre che archivi non solo di storia del clima, ma degli inquinanti. I 60 insegnanti di scuola media inferiore e superiore che hanno partecipato al corso «Ghiaccio fragile» affronteranno il problema nelle loro classi e gli studenti avranno tempo fino al 31 marzo 2018 per consegnare gli elaborati. I migliori due lavori (3.600 battute per l' articolo, 30 versi per la poesia) saranno pubblicati su «La Stampa» e i migliori 10 saranno pubblicati sulla pagina web del quotidiano. Per partecipare occorre scaricare il modulo di iscrizione dal sito www.meridiani.info e inviare i testi a daniela.truffo@cittametropolitana.torino.it. Il geologo Gianni Boschis, fra gli ideatori di «Ghiaccio fragile», dice: «La speranza è che questa iniziativa diventi nazionale. Non solo, ma che i cambiamenti climatici diventino materia di studio nelle scuole». Le premiazioni avverranno a maggio 2018 al Museo Nazionale della Montagna di Torino, che è partner di «Ghiaccio fragile». Del progetto, patrocinato dalla Regione Piemonte, fanno parte, oltre alla Città Metropolitana di Torino e Meridiani società scientifica, il Museo Nazionale dell' Antartide di Siena, il dipartimento di Scienze fisiche dell' Università degli studi di Siena, lo Smi (Società meteorologica subalpina), la Fie Piemonte e l' Anisn (Associazione nazionale degli insegnanti di Scienze naturali). Fra gli effetti evidenti del cambiamento climatico c' è la migrazione verso l' alto di alcune specie vegetali e di insetti. Se n' è parlato durante il corso e anche in occasione della lezione sul campo, sulle morene e sui ghiacciai della Val Veny, ai piedi del Monte Bianco. Dice la naturalista Barbara Rizzioli: «Più gli insetti sono specializzati, più rischiano, come il ragno vesubia jugorum delle Alpi Marittime oppure la rosacea geum reptans». Nelle Alpi occidentali l' aumento della temperatura media è di 2 gradi, di più rispetto al resto del territorio. Dice Boschis: «Oggi nell' atmosfera ci sono 400 parti di anidride carbonica per milione. L' aumento è dovuto all' attività umana. Per avere un indice simile occorre risalire al Pliocene, a circa 4 milioni di anni fa, quando i mari erano 7 metri più alti degli attuali e quando collassarono le calotte polari e parte di quella della Groenlandia. Il problema di oggi è la velocità del cambiamento che non può che essere dovuto alle attività dell' uomo». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.