Testata Italia Oggi Sette
Titolo Più rifiuti nelle città italiane
Aumentano i volumi dei rifiuti urbani prodotti, ma cresce la raccolta differenziata. Nell' ultimo anno la produzione nazionale di rifiuti ha invertito la tendenza del quinquennio precedente tornando a registrare il segno più dopo il calo contabilizzato tra il 2010 e il 2015. La fotografia al sistema Italia è stata scattata dall' Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che ha messo in luce una decisa inversione di tendenza (+2%) rispetto all' anno prima: nel 2016 il totale dei rifiuti prodotti nel Paese è arrivato a superare i 30 milioni di tonnellate, +590 mila tonnellate rispetto a un anno prima. «Il dato tiene conto del nuovo approccio metodologico previsto dal decreto del ministero dell' Ambiente del 26 maggio 2016 che da quest' anno ha introdotto rilevanti modifiche alle modalità di contabilizzazione dei dati sulla produzione e raccolta differenziata», hanno sottolineato gli esperti dell' Ispra. Queste nuove regole hanno incluso nel dato sulla produzione dei rifiuti urbani anche gli inerti prodotti dai piccoli interventi di ristrutturazione edilizia che in passato venivano conteggiati come rifiuti speciali generando, così, un incremento dei valori pari a circa 350 mila tonnellate. Al netto di questo, i rifiuti urbani prodotti nel 2016 sarebbero risultati pari a 29,77 milioni di tonnellate, con un aumento dello 0,8% rispetto al 2015. Ma quali sono le regioni più sprecone d' Italia e quelle più attente al contenimento della spazzatura? Secondo le rilevazioni dell' Ispra, i maggiori incrementi nella produzione di rifiuti hanno interessato il Veneto (+9% rispetto al 2015) seguito dal Trentino Alto Adige (+4,5%). Sul versante opposto, la Liguria che si è conquistata il primato italiano per abbattimento percentuale dei quantitativi di rifiuti prodotti (-3,1%), seguita da Molise e Calabria, entrambe a -1,2% rispetto a un anno prima. «La produzione pro capite si attesta oggi a 497 chilogrammi per abitante/anno (491 chilogrammi applicando la precedente metodologia) con un incremento percentuale del 2,1% tra il 2015 e il 2016», hanno sottolineato gli esperti, assegnando all' Emilia Romagna la maglia nera d' Italia come regione a maggior produzione di rifiuti pro capite (653 chilogrammi per abitante nel 2016, con un incremento dell' 1,7% rispetto all' anno precedente). Male anche la Toscana che ha registrato una crescita pari all' 1,4% con il valore pro capite salito a 616 kg per abitante per anno. Al di là di questi dati, tuttavia, esiste una buona notizia: la raccolta di differenziata in Italia è più che raddoppiata negli ultimi 10 anni passando dal 25,8% del 2006 al 52,5% del 2016. Valori, tuttavia, sempre al di sotto dell' obiettivo europeo che aveva fissato per il 2012 il raggiungimento di un target di differenziata del 65%. E questo, nonostante il contributo dello scorso anno durante il quale il volume di rifiuti riciclati è aumentato del 5%. «Nel 2016 abbiamo registrato un incremento di quasi 450 mila tonnellate (+7,3%) della raccolta differenziata della frazione organica (a 6,5 milioni di tonnellate) che fa seguito alla crescita di circa 350 mila tonnellate (+6,1%) rilevata tra il 2014 e il 2015», si legge nel documento dell' Ispra. La gran parte di queste, si sono concentrate nelle regioni settentrionali che hanno intercettato circa 3,6 milioni di tonnellate (+5,4% rispetto al 2015) contro gli 1,3 milioni di tonnellate del centro (+9,7%) e il milione e 600 mila tonnellate delle regioni meridionali (+9,8%). Le più virtuose. Ma quali sono le regioni più virtuose e quelle di coda nella classifica dei rifiuti riciclati all' interno dello Stivale? Nel 2016, secondo i dati raccolti dall' Ispra, la più alta percentuale di raccolta differenziata è stata appannaggio del Veneto con il 72,9%, seguita da Trentino Alto Adige (70,5%), Lombardia (68,1%) e Friuli Venezia Giulia con il 67,1%. In tutti questi casi, i valori hanno superato l' obiettivo del 65% fissato dalla normativa per il 2012. Bene anche l' Emilia Romagna (60,7%), la Sardegna (60,2%) e le Marche (59,6%). Mentre Umbria (57,6%), Piemonte (56,6%) e Valle d' Aosta (55,6%) si sono posizionate quasi 10 punti percentuali al di sotto della soglia target. Più distaccate ancora Abruzzo (53,8%), Campania (51,6%) e Toscana (51,1%) con valori ancora particolarmente virtuosi se confrontati con quelli generati dalle ultime della classe: i tassi della Puglia (34,3%) e della Calabria (33,2%) si sono mantenuti di poco al di sopra del 30% mentre il Molise ha fatto rilevare una percentuale di raccolta di appena il 28%. La maglia nera d' Italia è andata, però, alla Sicilia che, pur mostrando una crescita della raccolta differenziata di quasi 3 punti percentuali rispetto al 2015, ha chiuso l' esercizio 2016 con appena il 15,4% di rifiuti riciclati. © Riproduzione riservata.