Testata Corriere della Sera - Economia
Titolo Pannelli e batterie, si risparmia così
Dopo Tesla e Google, anche Ikea sbarca sul mercato delle batterie domestiche. La mossa del gigante svedese dei mobili low-cost, limitata per ora al mercato britannico, è un chiaro segno della svolta degli accumuli, destinati a diventare, alla lunga, un elettrodomestico come un altro, presente in tutte le case insieme ai pannelli solari, così come oggi abbiamo la lavatrice o la lavastoviglie. «Il costo dell' installazione dei pannelli è cento volte più economico di 35 anni fa», ha sostenuto Hege Saebjornsen, manager Ikea della sostenibilità per Regno Unito e Irlanda. Il nuovo kit Solar Battery Storage, realizzato in collaborazione con l' azienda del fotovoltaico britannico Solarcentury, è stato presentato dopo l' annuncio, da parte del governo inglese, di un piano nazionale d' investimenti in tecnologie green, fra cui anche le batterie domestiche, che mira a far risparmiare al Regno Unito 40 miliardi di sterline entro il 2050. I vantaggi promessi sono notevoli. In base alle stime di Ikea, infatti, una casa inglese dotata di pannelli fotovoltaici consuma in media solo il 40% dell' energia generata durante il giorno, dati i tipici ritmi di lavoro dei cittadini, che rientrano a casa la sera. Il restante 60% non viene utilizzato, ma reimmesso nella rete elettrica nazionale, a prezzi ben inferiori rispetto al suo valore nominale. Una stima che può valere anche per l' Italia. Dotandosi di batterie, invece, i proprietari potranno usare fino all' 80% dell' energia solare prodotta, con un risparmio sulle bollette della luce che può arrivare al 70% già dal primo anno, equivalente a un taglio delle spese elettriche di 380 sterline l' anno su una bolletta media di 584 sterline. Un risparmio che consentirebbe di rientrare nelle spese nel giro di 12 anni. Da lì in poi, tutta l' energia prodotta dal sistema è gratuita. L' investimento iniziale, però, non è una passeggiata. Per il kit completo di pannelli più batteria, spiega Ikea, i prezzi partono da 6.925 sterline (7.730 euro). In pratica, si tratta di un sistema di accumulo venduto a mille euro al kilowattora, se acquistato con i pannelli. In confronto, la PowerWall 2 di Tesla costa di più, 5.400 sterline (5.800 euro), ma tiene ben 14 kilowattora e quindi è più competitiva. Sul mercato britannico è sbarcata recentemente anche Nissan, che ha messo a punto il suo xStorage insieme a Eaton, lanciando una batteria da 6 kilowattora per 4.500 sterline (5.000 euro) se nuova e appena 3.500 sterline (3.900 euro) se ricondizionate. Così Nissan strizza l' occhio anche all' economia circolare: queste unità nascono infatti dal riciclo delle batterie della Nissan Leaf, al termine della loro prima vita nelle auto. La batteria di Nissan però ha una particolarità: è più «intelligente» e promette di fare in piena autonomia le scelte più convenienti per il consumatore, quindi si ricaricherà quando l' energia rinnovabile è disponibile o è più conveniente e rilascerà l' elettricità durante i picchi di domanda, quando il kilowattora è più caro. La corsa degli accumuli domestici è in pieno svolgimento anche in Italia. Da noi i prezzi delle batterie oscillano fra i 750 e i 1.200 euro per kilowattora, con la tedesca Sonnen in testa fra gli installatori e 4.500 batterie vendute a fine 2017, secondo le stime. Sonnen ha annunciato l' obiettivo di 20 mila batterie in Italia per il 2019. I prezzi, però, alla lunga scenderanno, di pari passo con la diffusione. Con la sua Gigafactory, in via di realizzazione in Nevada, il patron di Tesla, Elon Musk, conta di ridurre di un terzo il costo delle batterie agli ioni di litio, grazie alle economie di scala: entro il 2020, la fabbrica potrà sfornare 50 gigawattora di batterie all' anno, più di quante se ne producano oggi in tutto il mondo. E nel frattempo sarebbero cominciati i negoziati con l' Ungheria per installare lì la prima Gigafactory europea, un progetto da 5 miliardi. Elena Comelli.