Testata Corriere della Sera - Economia
Titolo 2030, Bye bye carbone Il no definitivo dell' Italia
L' Italia riparte dal solare e chiude con il carbone. L' obiettivo della Strategia energetica nazionale al 2030 è molto ambizioso: prevede 175 miliardi per la crescita sostenibile, di cui 30 per reti e infrastrutture di gas ed elettrico, 35 per fonti rinnovabili e 110 per l' efficienza energetica, tracciando la strada verso la decarbonizzazione totale, per raggiungere una diminuzione delle emissioni del 39% al 2030 e del 63% al 2050, rispetto ai livelli del 1990. L' obiettivo verrà perseguito con l' abbandono dalla generazione elettrica a carbone e l' aumento delle fonti rinnovabili al 55% del mix elettrico (oggi sono al 34%). La quota di carbone in Italia pesa relativamente poco in termini di elettricità prodotta (tra il 12 e il 16%), ma incide molto in termini di inquinamento e di emissioni climalteranti, con il 40% circa delle emissioni del settore elettrico. Per la mobilità, l' obiettivo è di quasi 5 milioni di auto elettriche su strada al 2030. Il mercato fotovoltaico italiano dovrebbe accelerare di dieci volte rispetto ai ritmi di oggi per raggiungere i 60 terawattora di produzione solare al 2030 previsti dalla Sen (oggi sono 23), con una crescita delle nuove installazioni dai modesti 300 megawatt attuali a circa 3 gigawatt all' anno. Questa accelerazione è possibile senza incentivi, grazie alla crescente competitività dei sistemi fotovoltaici, ma si potrà ottenere soltanto spingendo a fondo con normative ad hoc sulle due aree di crescita, da un lato i prosumers , cioè i privati che autoproducono la propria energia grazie all' abbinamento del solare con un sistema di accumulo, e dall' altro lato gli impianti di grande scala. Più in generale, la Sen prevede per le fonti rinnovabili una quota minima del 28% sui consumi lordi finali al 2030, un obiettivo lievemente ritoccato dal 27% proposto in prima battuta. Ma il target, si specifica nel testo, dev' essere considerato «un livello minimo da raggiungere attraverso politiche allocative, e non un tetto alle possibilità di sviluppo». Anzi, «si è persuasi che il raggiungimento di una condizione di maturità economica, oltre che tecnica, del settore potrà portare la crescita a livelli anche superiori». Per dare una forte spinta al solare, la Sen prevede la promozione dei piccoli impianti e il supporto all' autoconsumo e in genere per le rinnovabili un sostegno «con meccanismi che non incidano in modo sostanziale sull' andamento della spesa». La diffusione delle rinnovabili, e soprattutto del fotovoltaico, «che ha il più rilevante potenziale residuo», dovrà poter contare su «politiche territoriali fortemente orientate all' inserimento di tali insediamenti produttivi e di processi autorizzativi che facilitino le scelte d' investimento». Ma le associazioni ambientaliste non si accontentano. Il WWF ritiene che sia sbagliato scommettere troppo sul gas, considerato dalla Sen una fonte di transizione verso la decarbonizzazione. La buona notizia, ha commentato il direttore di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio, «è che in Italia non ci sarà più carbone dal 2025 ed è positivo il fatto che sia stato rivisto al rialzo, anche se non abbastanza, l' obiettivo sulle rinnovabili elettriche. Ma non possiamo pensare di sostituire il carbone con il gas naturale: bisogna investire in smart grid, efficienza energetica e rinnovabili». Il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, vorrebbe invece puntare su «obiettivi più ambiziosi sulle rinnovabili anche in sede europea, come quello giustamente chiesto da Enel di raggiungere il 35% di rinnovabili sulla quota dei consumi finali al 2030».Un target su cui concordano anche le maggiori utilities europee.