Testata Italia Oggi Sette
Titolo Il mondo ha fame di energia
Più energia ma più pulita. Nei prossimi 20 anni la domanda energetica mondiale crescerà del 30% rispetto ai livelli attuali. Un incremento impressionante, pari al consumo odierno di India e Cina messe assieme. A lanciare l' allarme sono stati gli esperti dell' Iea, l' Agenzia internazionale per l' energia, che hanno passato al setaccio le variabili in gioco sviluppando una proiezione inquietante. «Un' economia mondiale che cresce a un tasso medio annuo del 3,4%, una popolazione che passa dagli attuali 7,4 miliardi a oltre 9 miliardi nel 2040 e un processo di urbanizzazione che ogni 4 mesi aggiunge alla popolazione mondiale una città della dimensione di Shanghai, sono i principali driver su cui si basano le nostre proiezioni», hanno avvertito gli esperti nell' Outlook 2017 appena divulgato. Il maggior contributo alla crescita della domanda (quasi il 30%) arriverà dall' India la cui quota sul consumo energetico mondiale sembra destinata a raggiungere l' 11% nel 2040. A questo si aggiunga l' importante contributo del Sudest asiatico, altra variabile di crescente importanza nel panorama energetico mondiale, con una domanda che aumenterà a un tasso doppio rispetto a quello della Cina. «I Paesi in via di sviluppo dell' Asia, nel loro insieme, rappresentano i due terzi dell' incremento dei consumi energetici mondiali, mentre la quota rimanente proviene da Medio oriente, Africa e America latina», hanno spiegato gli esperti. In base ai dati previsionali dell' Iea, dunque, entro il prossimo ventennio il consumo energetico dell' India aumenterà di oltre mille milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtoe) mentre in Cina si arriverà a +790 milioni rispetto a oggi. Altri 485 milioni prenderanno la via dell' Africa, 420 Mtoe finiranno nel sudest asiatico e 270 milioni nel centro e sud America. A limitare i danni ci penseranno i Paesi industrializzati che, grazie allo sviluppo delle rinnovabili e all' evoluzione delle tecnologie, registreranno una netta contrazione del consumo energetico. A guidare la classifica dei virtuosi, l' Europa con un calo atteso dei consumi di 200 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio di qui al 2040, seguita dal Giappone (-50 Mtoe), davanti agli Stati Uniti, ultimo della classe dei virtuosi con una contrazione prevista di appena 30 milioni nei prossimi 20 anni. «Il mondo del futuro cambia radicalmente rispetto a quanto osservato negli ultimi 25 anni», hanno ammesso gli esperti dell' Agenzia internazionale per l' energia secondo cui a tenere le redini del gioco ci saranno il gas naturale, le energie rinnovabili e l' efficienza energetica. «I miglioramenti nei livelli di efficienza energetica svolgono un ruolo di fondamentale importanza nel ridurre la pressione sulla produzione di energia», si legge nel documento dell' Iea. «In assenza di queste misure, l' aumento dei consumi energetici finali sarebbe più che doppio rispetto a quello previsto». Già oggi le fonti energetiche rinnovabili soddisfano il 40% della crescita della domanda primaria e il loro incremento esponenziale nel settore elettrico è destinato a sancire la fine degli anni del boom del carbone. A partire dal 2000, secondo l' analisi dell' Agenzia, la capacità di generazione a carbone è aumentata di circa 900 gigawatts (GW), ma l' incremento netto da qui al 2040 sarà di appena 400 GW, molti dei quali relativi a impianti già in costruzione. «In India, la quota del carbone sul mix elettrico passerà dal 75% nel 2016 a meno del 50% nel 2040». Diverso il caso della domanda di petrolio, destinata ad aumentare anche se a un ritmo decrescente. Mentre il consumo di gas naturale salirà del 45% di qui al 2040. «La domanda industriale diventa il principale driver di crescita per il gas», hanno sottolineato gli esperti per cui le fonti rinnovabili attirano oggi due terzi degli investimenti mondiali in capacità di generazione diventando, in molti Paesi, la fonte meno costosa per nuove installazioni. «La rapida diffusione del solare fotovoltaico, guidata da Cina e India, porta il solare a diventare la principale fonte low-carbon in termini di capacità al 2040, anno in cui la quota delle rinnovabili sul mix elettrico mondiale si attesterà al 40%». Le cose andranno ancora meglio nell' Unione Europea dove le fonti energetiche rinnovabili garantiranno l' 80% della nuova capacità installata, con l' eolico destinato a imporsi come fonte leader nella generazione elettrica subito dopo il 2030. «I governi di tutto il mondo continuano a incentivare l' elettricità prodotta da fonti rinnovabili, ricorrendo sempre più al sistema delle aste piuttosto che a tariffe onnicomprensive (feed-in tariff). Non solo, la trasformazione del settore elettrico risulta amplificata dagli investimenti diretti nella generazione distribuita, alimentata da solare fotovoltaico da parte di milioni di famiglie, comunità e imprese», hanno sottolineato gli esperti dell' Iea secondo cui la crescita delle rinnovabili non appare confinata al solo settore elettrico. «A livello mondiale, l' uso diretto delle rinnovabili nella produzione di calore e nei trasporti è destinata a raddoppiare. In Brasile, la quota del consumo diretto e indiretto di rinnovabili sui consumi energetici finali passerà dall' attuale 39 al 45% del 2040, a fronte di un incremento su scala mondiale dal 9 al 16% nello stesso periodo». © Riproduzione riservata.