Testata La Stampa
Titolo L' Europa ancora divisa sul glifosato
D a mesi gli occhi degli agricoltori europei sono puntati su Bruxelles, dove si sta giocando una partita decisiva legata al rinnovo dell' autorizzazione all' uso del glifosato. Ma sin qui i 28 governi dei Paesi Ue si sono dimostrati incapaci di prendere una decisione sulla durata del rinnovo. Fermi sulle rispettive posizioni, non riescono a trovare un compromesso. Troppe divisioni, troppe sensibilità nei vari Stati attorno all' erbicida più usato al mondo, sul quale gli studi effettuati hanno dato risultati contrastanti. «I nnocuo» secondo il parere dell' Autorità europea per la sicurezza alimentare e secondo l' Agenzia europea per le sostanze chimiche. «Potenzialmente cancerogeno» per l' Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Ambientalisti e Ong chiedono di vietarlo. Ora Bruxelles deve prendere una decisione, ma il tempo stringe. La licenza attualmente in vigore scade il 15 dicembre e domani potrebbe essere il giorno decisivo. Potrebbe, perché non è escluso un ulteriore rinvio. Magari per cercare un compromesso attorno a un rinnovo di soli tre anni. La Commissione europea aveva presentato inizialmente una proposta di rinnovo decennale. Ma la decisione spetta ai governi. E i sondaggi tra gli Stati avevano dimostrato che non c' era la necessaria maggioranza qualificata per il via libera (almeno 16 Stati rappresentanti il 65% della popolazione Ue). Così si è cercato un compromesso. Nel frattempo il Parlamento ha chiesto la graduale eliminazione in cinque anni. Il 9 novembre sul tavolo del Comitato in cui siedono i Ventotto, la Commissione ha presentato una proposta per estendere la licenza di cinque anni, ma è stata bocciata: solo 14 Stati hanno votato «sì», 9 «no» e 5 astenuti. Niente maggioranza qualificata. Tra i favorevoli, Spagna, Regno Unito e Olanda. Mentre Francia e Italia sono tra i Paesi che più si sono opposti. Ago della bilancia è la Germania, che però - non avendo ancora un governo in carica - continua ad astenersi. È quindi possibile che domani si ripresenti la stessa situazione del 9 ottobre: qualche Paese potrebbe passare nel gruppo dei favorevoli, ma non un numero tale da poter modificare gli equilibri in modo decisivo. Gli scenari Cosa potrebbe succedere a questo punto? Quello che si riunisce domani è il comitato d' appello e dovrà esprimersi nuovamente sulla proposta di rinnovo quinquennale. Se arrivasse un' altra bocciatura, secondo il regolamento la Commissione ha la possibilità di imporre quella proposta, anche senza maggioranza. Possibile, ma non scontato, visto che l' esecutivo Ue ha più volte fatto capire di non volersi assumere responsabilità. O meglio, di volerle scaricare sui governi. Se scegliesse questa strada, tecnicamente potrebbe lasciar andare la licenza in scadenza. Sarebbe il caos. Alcuni Stati stanno lavorando a una nuova proposta: la Francia cerca di costruire una maggioranza attorno a un rinnovo di tre anni, più due di eliminazione graduale. Questo comporterebbe un mini-rinvio perché andrebbe fissata una nuova riunione entro il 15 dicembre. Ma per molti governi - specialmente quelli dell' Est - il rinnovo triennale è troppo poco. E senza una presa di posizione tedesca, lo stallo rischia di essere inevitabile. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.