Testata Il Resto del Carlino (ed. Bologna)
Titolo Il boom eco-imballaggi Dai sacchetti riciclabili alla carta commestibile
BOLOGNA LA POSTA in gioco è alta: il futuro delle prossime generazioni. Ma quello degli imballaggi biodegradabili, oltre a essere una sfida etica fondamentale è un business da alcuni miliardi di euro, l' ultima frontiera del packaging alimentare. L' Europa e l' Italia non stanno a guardare: nel 2016 sono state prodotte 47.800 tonnellate di imballaggi in plastica compostabile, con un incremento del 59% rispetto al 2013. La filiera del food & beverage - che rappresenta quasi il 60% del totale del settore del packaging - è in prima linea per sperimentare nuove soluzioni. Tra gli attori del cambiamento, un posto di rilievo potrebbe averlo Granarolo, il colosso cooperativo del latte, che aprirà il suo 'Agrifood business innovation center' entro i primi mesi del 2018. L' idea è di creare un incubatore di startup - da 6 a 10, selezionate attraverso un bando europeo - «che mettano in connessione le diverse realtà industriali della filiera, spiega Gianpiero Calzolari, il presidente di Granarolo. IL PACKAGING avrà un posto di rilievo nel progetto, visto che tra i nove partner che affiancano l' azienda felsinea difficilmente mancheranno alcune grandi realtà imprenditoriali di Bologna e dell' Emilia-Romagna come Ima e Gd. E ci sarà spazio anche per attori nel campo della logistica, del biomedicale e dell' agroalimentare. «Possiamo immaginare le contaminazioni più spinte col mondo della ricerca per prodotti funzionali o per processi per la messa a punto di sistemi per la sicurezza alimentare», insiste il numero uno di Granarolo. E chissà che, un domani, non possa emergere una startup come l' indonesiana Evoware, che ha progettato una confezione per waffle realizzata con le alghe: si può anche mangiare (anche se, pare, non sia molto saporita). Tra le aziende italiane di punta spicca la Novamont, storico marchio di Novara che ha brevettato il Mater-bi, famiglia di bioplastiche compostabili prodotte da amidi, cellulosa e oli vegetali, con cui realizza di tutto, dai sacchetti dei supermercati a piatti, posate e contenitori per l' agricoltura. Quotata all' Aim è la bolognese Bio-On, che è diventata partner scientifico del progetto BioBarr, sostenuto da un finanziamento di 3,8 milioni nell' ambito del programma europeo Horizon 2020. Coordinato da Tecnoalimenti, nei quattro anni di durata prevista, coinvolgerà sette prestigiosi partner europei, pubblici e privati, provenienti da Italia, Spagna, Danimarca e Finlandia. A dare un impulso al cambiamento è anche la legge: dal 1° gennaio 2018 le buste ultraleggere in plastica (con spessore inferiore ai 15 micron) che utilizziamo ogni giorno per pesare gli alimenti dovranno essere sostituite da quelle biodegradabili e compostabili, nel rispetto dello standard internazionale. INOLTRE, tutti i sacchetti biodegradabili e compostabili, comprese le shopper per la spesa, dovranno contenere almeno il 40% di materia prima da fonte rinnovabile. Una percentuale che salirà di anno in anno. Il caffè in cialde, infine, è un altro fronte della ricerca del settore. Basti pensare alla lunga guerra legale tra Nespresso e il suo ex 'papà' Jean-Paul Gaillard per la compatibilità delle capsule biodegradabili da lui prodotte. Solo in Italia i resti delle cialde usate toccano le 12mila tonnellate di rifiuti. È vero che, negli ultimi 5 anni, nel nostro Paese sono state avviate al recupero oltre 1.600 tonnellate di capsule di alluminio usate (+3% solo nel 2016), ma la corsa vera sarà sul biodegradabile.