Testata Il Messaggero
Titolo Tecnici, professionali o licei? Gli istituti a caccia di iscritti
IL CASO ROMA Studiare per trovare un lavoro, subito dopo il diploma. È questa la sfida che si pongono i nuovi istituti professionali, freschi di riforma, che partiranno nel settembre del 2018 puntando tutto sul made in Italy. Una novità che coinvolge tutti i ragazzi di terza media, alle prese in questi giorni con l' orientamento e gli open day per la scelta della scuola superiore in vista delle iscrizioni che partiranno il 16 gennaio prossimo. Tra le scelte possibili, quindi, c' è anche quella di un percorso di studi professionalizzante: il primo livello sta negli istituti professionali a cui fanno seguito gli Its, gli istituti tecnici superiori che preparano personale altamente qualificato e pronto per il mercato del lavoro che ne fa sempre maggiore richiesta. NUOVI ISCRITTI Serve allora reclutare nuovi iscritti. E la rivoluzione dei professionali parte proprio da qui, visto che negli ultimi 4 anni hanno perso 3,6 punti percentuali rispetto ai licei, soprattutto per il settore servizi tra cui ha perso quota anche l' indirizzo dei servizi per l' enogastronomia e l' ospitalità alberghiera tra i più richiesti. Un calo che ha investito quindi quegli istituti professionali riformati già nel 2011 dalla ex ministra Maria Stella Gelmini che abolì i cinque settori e i ventisette indirizzi, per creare due macrosettori con sei branche diverse. Dal 2018 si cambia: gli indirizzi passano da 6 a 11 e saranno strettamente legati al made in Italy, alle peculiarità e alla vocazione dei singoli territori. Gli indirizzi saranno infatti Agricoltura e prodotti del territorio, pesca commerciale e produzioni ittiche, industria e artigianato, manutenzione e assistenza tecnica, gestione delle acque e risanamento ambientale, servizi commerciali, enogastronomia e ospitalità alberghiera, servizi culturali e dello spettacolo, servizi per la sanità e l' assistenza sociale, arti ausiliarie delle professioni sanitarie come odontotecnico e ottico. Torneranno protagonisti i laboratori, con un maggior numero di ore dedicate: dopo il biennio si accede al triennio durante il quale, per ciascun anno, l' orario scolastico è di 1056 ore, articolate in 462 ore di attività e insegnamenti di istruzione generale e in 594 ore di attività e insegnamenti di indirizzo su cui sarà possibile sfruttare al massimo laboratori e approfondimenti di indirizzo. L' obiettivo è il collegamento diretto con le imprese per l' immissione nel mondo del lavoro. A Roma ad esempio l' istituto Amerigo Vespucci, secondo i parametri del sistema Eduscopio, vanta il 50% di diplomati che lavorano almeno 6 mesi nei due anni dal conseguimento del diploma, il Vincenzo Gioberti ne ha il 45%. Anche a Milano svetta l' Amerigo Vespucci dove il 64% di diplomati ha un impiego, seguito dal Carlo Porta con il 61%. I risultati quindi nei singoli casi ci sono e la riforma punta a valorizzare le realtà delle imprese del territorio aumentando il numero di iscritti. I percorsi professionalizzanti infatti mietono successi anche con la formazione post diploma: è il caso dei 93 Istituti tecnici superiori che, per i loro oltre 8mila iscritti, garantiscono un livello di occupazione che supera l' 80% e arriva al 90% nel settore manifatturiero. L' INNOVAZIONE Gli Its devono quindi aumentare il numero di studenti da immettere nel mercato del lavoro che ne va a caccia con un' attenzione particolare per le competenze abilitanti all' utilizzo degli strumenti avanzati di innovazione tecnologica e legati all' industria 4.0. Per questo sono previsti fondi per 50 milioni di euro nel prossimo triennio. Si parte con 5 milioni di euro per il 2018 a cui seguiranno 15 milioni per il 2019 e 30 milioni per il 2020. IL PERCORSO Il percorso professionale, a più livelli, diventa quindi una scelta su cui punta anche il ministero dell' Istruzione: «Uno dei frutti che il sistema degli Its può dare al nostro Paese - ha dichiarato il Sottosegretario Gabriele Toccafondi - è quello di valorizzare e sperimentare le idee di eccellenza e originalità che i nostri studenti hanno». Lorena Loiacono © RIPRODUZIONE RISERVATA.