Testata Il Sole 24 Ore
Titolo Piano triennale o modello 231 da adottare entro il 31 gennaio
Iniziamo dalle scadenze immediate: Anac precisa che intraprenderà i controlli sugli adempimenti dal 31 gennaio, data entro la quale approvare l' aggiornamento del Piano triennale. Entro quel termine le società dovranno nominare il responsabile anticorruzione, approvare le misure integrative al modello 231 o il piano triennale, adeguare i propri siti a tutte le prescrizioni della delibera. Resta inoltre da redigere e pubblicare la relazione del responsabile anticorruzione entro il 15 dicembre di ogni anno. Ancora una nuova, immediata, incompatibilità: nonostante la richiesta di integrazione delle attività, il responsabile per la prevenzione della corruzione non potrà più essere membro dell' Organismo di Vigilanza «231». Le nuove Linee guida indirizzano le società e gli enti pubblici su come applicare anticorruzione e trasparenza, distinguendo tra controllate (articolo 2-bis, comma 2 del Dlgs 33/2013) e partecipate (comma 3). In linea con il dato normativo (articolo 1, comma 2-bis della legge 190/2012), Anac conferma che le società controllate sono tenute all' integrazione del modello 231 (la cui adozione è fortemente raccomandata) e all' attuazione delle misure di cui la delibera individua contenuti minimi (definizione sistema di controlli, inconferibilità e incompatibilità, codice di comportamento, rotazione, tutela del whistleblower, formazione, eccetera); le società partecipate e gli altri enti sono tenuti alla sola trasparenza, a cui si adeguano in quanto compatibili e limitatamente all' attività di pubblico interesse. In proposito Anac definisce cosa sia l' attività di «pubblico interesse» e precisa che è onere della società individuare queste attività nel Piano triennale o nel modello 231. Le partecipate non sono però obbligate all' adozione né dell' uno né dell' altro. Interessante è poi il criterio della «compatibilità» che sovrintende gli obblighi di pubblicazione: Anac ritiene che debba essere verificata caso per caso, in ragione della attività svolta, visto che la pubblicazione di alcuni dati può recare vantaggio ai concorrenti. Preziosa, infine, la nuova griglia allegata, che chiarisce gli obblighi di trasparenza a cui sono soggette sia le controllate sia le partecipate, integrando le prescrizioni del Dlgs 33/2013 con gli obblighi di trasparenza previsti dal nuovo Testo unico (Dlgs 175/2016). © RIPRODUZIONE RISERVATA.