Testata Quotidiano di Puglia
Titolo Xylella, monito Ue: «Via gli ulivi infetti o sarà un disastro»
L' Europa è tornata a richiamare l' Italia e lo ha fatto nel giorno dell' adozione a Parigi di una "road map" comune di dieci Stati europei per combattere il batterio xylella. È stato il commissario alla Salute Vytenis Andriukaitis a lanciare un nuovo accorato appello all' Italia: «Bisogna abbattere subito gli alberi infetti o sarà un disastro. La collaborazione del governo italiano con la Commissione europea sul caso xylella è molto stretta - ha ricordato il commissario -. Ci sono progressi, ma bisogna fare ancora di più. L' Italia deve fare di più per abbattere gli ulivi infetti sennò le conseguenze economiche saranno enormi». Alla riunione di due giorni (30 novembre e 1 dicembre) promossa dal ministro francese dell' Agricoltura, Stéphane Tra vert, hanno partecipato ministri, segretari di Stato e rappresentanti dei dieci Paesi europei maggiormente esposti ai rischi della xylella: Francia, Italia, Croazia, Cipro, Germania, Malta, Portogallo, Slovenia, Spagna, Grecia, insieme, appunto, all' esecutivo Ue e a un delegato dell' Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Con l' occasione il commisario Ue ha salutato le «misure mol to rigorose» messe in campo dalle autorità italiane con l' appoggio di Bruxelles, ricordando che gli esperti comunitari sono stati inviati nelle zone colpite della Puglia e all' Italia è stata riconosciuta la possibilità di usare «risorse finanziarie aggiuntive». Sempre da Parigi è arrivata anche la decisione di avviare una "road map" europea per sradicare la xylella, perché, come ha detto il ministro francese dell' Agricoltura, Stéphane Tra vert, al termine della riunione, la xylella fastidiosa «resta una minaccia mondiale per i vegetali e una priorità per l' Ue. L' eradicazione - ha continuato - è il nostro primo obiettivo». Lo status di quarantena e l' approccio precauzionale per prevenire nuovi focolai e la propagazione in seno all' Unione sono cruciali». La tabella di marcia adottata a Parigi si articola su tre assi fondamentali: miglioramento delle conoscenze con il sostegno ai programmi di ricerca applicati nonché la rapida individuazione di un laboratorio di riferimento Ue e lo scambio di buone pratiche tra Stati membri, il rafforzamento della sorveglianza per garantire l' individuazione precoce e l' eradicazione di nuovi potenziali focolai, il rafforzamento di operazioni di sensibilizzazione e informazione su larga scala di addetti ai lavori e cittadini. Affinché la "road map" possa dare pienamente i suoi frutti, i firmatari si sono impegnati ad ogni livello, a mettere in campo le necessa rie risorse umane e finanziarie. Dopo il via libera dei dieci Paesi più esposti, la strategia anti-xylella passerà sul tavolo del consiglio Agricoltura europeo nella riunione di gennaio a Bruxelles. La preoccupazione si moltiplica in tutta l' Europa, il rischio di un' espansione della pericolosa epidemia è concreto, per questo l' Europa continua a lanciare appelli all' Italia e alla Puglia affinché facciano presto con gli abbattimenti. Appelli, in passato, caduti a vuoto, anche per via dei ricorsi che hanno fermato i tagli consentendo cosi alla malattia di espandersi sempre più, benché nel 2015 l' allora commissario per l' emergenza Giuseppe Silletti, comandante della Forestale pugliese, avesse avviato un piano di tagli bloccato anche dalla giustizia. Ed è proprio il Tar Lazio, respingendo un ricorso presentato dall' avvocato Giovanni Pesce di Oria, proprietario di 19 ulivi sradicati a Oria dopo l' attuazione del piano Silletti, che ha riconosciuto la validità dell' operato del commissario e del Servizio fitosanitario della Regione Puglia, sottolineando «che legittimamente il soggetto attua tore del commissario delegato alle iniziative urgenti per fronteggiare l' emergenza xylella, individuato nel Servizio fitosanitario della Regione Puglia, ha adottato le determine recanti le prescrizioni di estirpazione del le piante dei ricorrenti, peraltro, nel caso di specie, risultate infette, in quanto coerenti con le misure individuate a livello europeo e nazionale». E non solo. Il Tar ha pure aggiunto che gli ulteriori accertamenti richiesti dai ricorrenti «avrebbero avuto solo l' effetto di appesantire oltremodo un iter già complesso, senza alcuna concreta utilità». In sintesi, secondo i giudici, i tagli sono stati «legittimi in presenza delle ragioni di urgenza riconosciute sia a livello europeo che nazionale, che hanno giustificato pienamente le misure di eradicazione, la cui proporzionalità rispetto all' interesse da salvaguardare è stata riconosciuta dalla Corte di Giustizia nel 2016». Sulla sentenza del Tar Lazio, il commento dell' assessore regionale Leonardo Di Gioia e del direttore del Dipartimento Agricoltura Gianluca Nardone: «Quanto espresso dal Tar rafforza l' idea che abbiamo intrapreso l' unica via ad oggi possibile per fermare e contenere la batteriosi. La sentenza arriva però a due anni e mezzo dal ritrovamento delle piante infette a Oria, ciò ha consentito la permanenza in campo di piante che all' epoca erano già state indicate e segnate come piante sintomatiche, che andavano estirpate. E poi diventate, grazie al vettore, una ulteriore fonte di diffusione del batterio».