Testata Libero
Titolo Giovani frenati da una scuola sgangherata
VITTORIO FELTRI È arrivata un' altra conferma: i posti di lavoro abbondano, però mancano coloro che vogliono occuparli. Le aziende italiane complessivamente cercano 272 mila persone, tecnici e operai specializzati, e non le trovano. Anche gli artigiani hanno fame di manodopera come risulta dalle richieste di varie categorie. Tutto ciò contrasta con l' allarme disoccupazione che i media lanciano e rilanciano ogni giorno, pubblicando statistiche raggelanti a riguardo di una moltitudine di cittadini italiani, specialmente giovani, condannati dall' economia in crisi a girarsi i pollici e a vivacchiare senza una paga. Come si spiega questa contraddizione? In due modi, crediamo. Primo. La scuola nostrana è vecchia, disastrata, incapace di rispondere alle esigenze del Paese, essendo scollata e indifferente al mondo complesso della produzione non solo industriale. Sforna diplomati e laureati in materie che non servono a scopi professionali. Non è stata in grado negli ultimi 30 anni di stare al passo con i tempi. Oggi si vive di tecnologie mentre l' università seguita a sfornare dottori in lettere, filosofia, scienze della comunicazione e giurisprudenza (quando ormai sono più numerosi gli avvocati degli imputati). Cosicché i ragazzi dopo aver appeso la pergamena in camera loro non riescono a metterla a frutto. Secondo modo. Le accademie non sono coordinate tra loro. Ciascuna di esse fa il comodo proprio incurante della realtà mutevole del mercato. È fatale che molti, troppi uomini e donne in verde età siano storditi e scelgano la facoltà da frequentare sulla base di vaghe passioni intellettuali e trascurino il fatto che l' istruzione, anche ai massimi livelli, deve essere finalizzata allo svolgimento di un mestiere, di prestazioni che soddisfino la domanda delle imprese. Un' ultima annotazione. Non cessiamo un istante di invocare la rivoluzione liberale che abolisca lacci e lacciuoli burocratici e corporativi, ma in decenni non è stato fatto nulla per realizzarla. I partiti sono terrorizzati di perdere voti - e li perdono lo stesso - all' idea di modernizzare gli ordini professionali e di sopprimere quelli inutili, ad esempio le caste dei giornalisti, dei commercialisti e degli infermieri, per citare le più assurde. Non solo. Non abbiamo neppure il coraggio di cancellare il valore legale dei titoli di studio che fa a pugni con la società aperta teorizzata da Popper, e che non esiste in alcuna nazione evoluta, eccetto la nostra rimasta al medio evo. riproduzione riservata.