Testata Il Sole 24 Ore
Titolo Per la formazione in cantiere nuovi percorsi strutturati
Alla Voestalpine Wire Italy di Nervesa della Battaglia, provincia di Treviso - circa 100 dipendenti, di cui tre quarti operai e il resto impiegati, 50 milioni di euro di fatturato, leader italiano nella lavorazione di trafilati speciali in acciaio e parte del grande gruppo siderurgico austriaco che conta nel mondo più di 50 mila dipendenti e oltre 11 miliardi di euro di fatturato - dal mese di novembre 2017 è stato introdotto un orario di lavoro a ciclo continuo su tre turni di otto ore ciascuno, per sette giorni la settimana. L' azienda nata come familiare è diventata manageriale, e la nuova organizzazione serve a rispondere all' esigenza di dare una risposta sempre più veloce ed efficiente al proprio mercato (in maggioranza, 60%, i colossi dell' automotive), aumentando la capacità produttiva. È anche stata assunta una nuova squadra, e qui arriva la nota dolente: «La nostra politica è quella di avere pochissimo precariato, tendente a nulla - spiega l' amministratore delegato Simone Fiorella: se c' è un interinale, l' obiettivo è formarlo e poi assumerlo, in un percorso propedeutico a tempo indeterminato. Ma assumere non è facile: di curricula ne arrivano, molti di persone già in partenza poco motivate. Noi dialoghiamo con gli istituti tecnici del territorio e chiediamo loro di segnalarci le persone più valide. Non solo: accogliamo le visite degli studenti di Ingegneria delle diverse università, da Udine a Padova. Ormai farci conoscere da potenziali candidati è diventata parte del nostro lavoro». La situazione della Voestalpine non è isolata: in tutta Italia si segnalano i casi di aziende che per la ricerca di personale si sono affidate a cartelli esterni alla sede o lungo le strade, mentre ci sono scuole, come l' Its Meccatronico di Vicenza, percorso biennale post diploma che nasce con il 50% di formazione in azienda alternata alla didattica in aula, dove c' è la corsa delle aziende per accaparrarsi gli studenti, troppo pochi rispetto alle richieste. Mai stata così grande, la distanza fra la scuola e il lavoro; mai così tanti i "posti vacanti" e gli introvabili, e mai così centrale il tema dell' orientamento, con manifestazioni come Job&Orienta, appena conclusa a Verona, che fanno il pieno di ragazzi e famiglie. Il modello previsivo Excelsior di Unioncamere mette regolarmente sotto osservazione il fabbisogno occupazionale nazionale per 28 diversi settori, facendo una stima dei lavoratori previsti in uscita (pensionamento, mortalità) e la domanda delle imprese. Per ogni quinquennio i fabbisogni occupazionali vengono poi ripartiti geograficamente, e distinti per titolo e indirizzo di studio. Oggi mancano percorsi di orientamento strutturato in Italia - spiega un report curato da Ermanno Rondi, presidente del Gruppo tecnico Confindustria per la formazione professionale e l' alternanza scuola lavoro - che dovrebbero tenere conto di competenze necessarie per ogni settore, attitudini personali, dati di fabbisogno tendenziale, offerta formativa e, non ultima, la voce delle imprese. Proprio a Job&Orienta è stato sperimentato un modello standard di orientamento, studiato per i quattro settori chiave (chimico, alimentare, meccanico e sistema moda) più l' Ict. I numeri dicono che in questi cinque ambiti, nei prossimi 5 anni, il fabbisogno di lavoro sarà di 272mila persone. La chimica, ad esempio, ha sempre più bisogno di giovani risorse: nonostante la crisi, a 5 anni dalla laurea lavora l' 86% dei chimici e il 90% degli ingegneri chimici, in un settore nel quale ogni 100 neoassunti, 28 sono laureati. Inoltre, non solo il laureato chimico, nelle statistiche ufficiali, trova lavoro velocemente: risulta, tra tutti i laureati, tra quelli più soddisfatti perché permette di vedere riconosciuto il valore del proprio titolo di studio. Nel settore meccanico nel periodo 2017-2021 il fabbisogno sarà di 93.550 addetti, il 22,5% laureati; la maggiore domanda viene dal Nord Ovest (40,3%), meno dal Centro Italia (13%). Nel dettaglio, servono specialisti gestionali e informatici, e anche esperti di meccanica di precisione, super tecnici specializzati anche di robotica. Per l' alimentare il fabbisogno è di 43.540 figure, di cui il 26,7% diplomati. Le nuove figure richieste vanno dagli ingegneri ambientali ai tecnologi alimentari, ma in crescita sono anche gli esperti di legislazione alimentare: il mestiere adatto a chi è affascinato dal processo che porta i prodotti dai campi alla tavola, seguendo la loro trasformazione. Tessile e moda richiameranno invece 47.330 assunzioni (il 7% laureati), dagli specialisti di prodotto ai responsabili marketing e commerciali, e poi stilisti, modellisti e brand manager; su base geografica la maggiore richiesta viene dal Centro (32%). Come capire se è il mestiere adatto? Fra le attitudini segnalate c' è la passione per moda e stile, la creatività, il fascino per la cura artigiana dei dettagli insieme alla automazione e digitalizzazione dei processi industriali. Prossimo obiettivo: una collaborazione fra Csc Confindustria e Unioncamere per realizzare un modello predittivo sul quinquennio 2018 e 2021, da sperimentare nelle associazioni industriali del territorio. Un progetto che prevede la condivisione con scuole, Its e università, per arrivare in modo efficace ai giovani e alle famiglie, colmando una distanza ormai troppo grande. © RIPRODUZIONE RISERVATA .@Ganz24Ore.